Ebbene gli Italiani hanno scelto. Attraverso un’importante prova di maturità hanno ignorato chi consigliava altri passatempi, sono corsi in massa alle urne e dopo 16 anni (consultazione referendaria sulle emittenze televisive del 1995) è stato ampiamente raggiunto il quorum in un referendum abrogativo. Che cosa può rappresentare il voto del 12 e 13 Giugno è ancora presto per dirlo, ma si configura sicuramente come l’ennesimo segnale di insofferenza dell’elettorato verso una politica fatta esclusivamente di proclami e lontana da tutti quegli aspetti che scandiscono la quotidianità dei cittadini e che, in forza di questo, devono essere regolamentati in maniera equa e condivisa.
Per i 4 referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento ha votato il 55,2% degli elettori, che come valore assoluto rappresenta circa 26 milioni di Italiani. E’ ormai fuori d’ogni dubbio che si tratta di una partecipazione che ha assunto le caratteristiche di un pronunciamento trasversale, vale a dire che molti elettori di Pdl e Lega non hanno seguito le indicazioni dei loro principali leader politici.
A Martinsicuro su 11.645 aventi diritto la media aritmetica dei votanti ha raggiunto le 6.206 unità e, anche sottraendo i 216 elettori che si sono espressi per il no, si ottiene comunque un numero nettamente superiore rispetto all’elettorato tradizionale di centrosinistra.
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