Le Elezioni Amministrative appena trascorse hanno contribuito a rendere ancora più marcata una tendenza cui avevamo accennato nella nostra riflessione postata su queste colonne all’indomani delle Regionali del 2010. Pur essendo consapevoli che le nostre valutazioni vanno accolte con beneficio d’inventario, in quanto si è in attesa di conoscere gli esiti del ballottaggio in due importanti realtà metropolitane come Milano e Napoli, come pure nei vicini centri di San Benedetto e Roseto, per non parlare delle sei province ancora da assegnare, riteniamo di poter evidenziare i seguenti aspetti:
1. Stanchezza degli elettori verso i partiti tradizionali;
2. Crisi della politica basata su un eccesso di leaderismo;
3. Crescita esponenziale dei movimenti civici;
4. Giudizio severo dei cittadini quando non vengono risolti i problemi delle città.
La stanchezza di molti elettori si spiega con la carenza propositiva della politica tradizionale, in quanto (con l’eccezione di realtà dal consenso storicamente canalizzato come Bologna e Torino) si assiste sempre di più ad un indebolimento del concetto di appartenenza: in tale prospettiva le categorie convenzionali di destra e sinistra finiscono per svuotarsi per lasciare spazio al movimentismo figlio di una elasticità di vedute di cui neppure le posizioni apparentemente aperte e terziste di FLI e UDC riescono a farsi interpreti, probabilmente perché appiattite sui loro leader. |
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