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La seduta di martedì pomeriggio non presentava sicuramente le premesse per configurarsi come una passeggiata di salute. L’ostinazione al limite del paradosso di cui si sono resi interpreti alcuni Consiglieri di maggioranza ha generato interventi difensivi dalle tonalità piuttosto fantasiose. Fino a quando, dopo 4 ore di acceso dibattito, è scoppiata la bagarre che, sommata al rumore degli specchi sui quali hanno provato ad arrampicarsi per difendere l’indifendibile, ha indotto il Sindaco a sospendere l’assise. Tra le note di colore, oltre all’arringa del Consigliere Vagnoni che, per difendere la sua creatura, ha finito per convincere soltanto i beneficiari della variante al Piano Spiaggia, segnaliamo alcuni passaggi decisamente bizzarri del vice Sindaco Micozzi che ha pensato bene di tirare dentro le richieste di molti turisti che lamenterebbero la scarsità di situazioni di intrattenimento (vuoi vedere che, a nostra insaputa, le avveniristiche indagini demoscopiche in corso hanno scoperto che il turista medio avrebbe voglia di passare le proprie vacanze in pellegrinaggio negli oltre 30 chalet che sorgeranno da qui a qualche anno?).
Ma procediamo con ordine.
1. Adozione della variante al Piano Demaniale Marittimo Comunale vigente approvato con Deliberazione Consiliare n. 23 del 15 Maggio 2008.
Alduino Tommolini: Ha posto l’accento su alcune anomalie procedurali che hanno interessato le Commissioni Urbanistica e Governo del Territorio. Nel primo caso ha definito assurdo il fatto che non si fosse prevista una seconda convocazione dal momento che la prima è stata caratterizzata dalla mancanza del numero legale, per cui è andata deserta. Non è pensabile che uno strumento di questo tipo approdi in Consiglio Comunale privo di un parere tecnico, ancorchè non vincolante, ma comunque qualificato! Esiste l’istituto della seconda convocazione in tutte le assemblee e nei consigli di amministrazione che caratterizzano il diritto societario, per cui una tale mancanza risulta inconcepibile. Del resto essendo tale istituto previsto anche per il Consiglio Comunale non si comprende per quale motivo la presidenza di commissione non abbiamo proceduto a convocare una seconda assise. Ha invitato, poi, gli esponenti della maggioranza a riflettere sul contenuto del verbale della Commissione Governo del Territorio definendolo privo di rilievo per il fatto che non riportasse nessun intervento significativo ma si limitasse a rendicontare soltanto di un ampia discussione fine a se stessa. La presidenza di commissione in questo caso avrebbe dovuto procedere almeno ad una sintetica verbalizzazione di quanto discusso e degli intendimenti espressi dai suoi componenti: cosa questa non avvenuta, arrecando grave pregiudizio al principio di trasparenza che dovrebbe caratterizzare ogni atto della Pubblica Amministrazione.
Ha stigmatizzato l’atteggiamento tenuto dalla maggioranza nella conferenza stampa del 7 Gennaio, precisando che le polemiche generate da questo modo di procedere assolutamente autarchico e basato sul semplice potere dei numeri non sono affatto gratuite. E’ incontrovertibile, infatti, che i Consiglieri di Città Attiva partecipano a tutte le Commissioni e spesso sono anche propositivi.
A questo proposito ha ricordato il lavoro svolto come Presidente della Commissione di controllo e garanzia con riferimento alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, come pure il notevole contributo dato da Città Attiva in termini di proposte nel momento in cui si è trattato di rivedere il regolamento comunale per l’acquisto di beni e servizi; in entrambi i casi, con buona pace delle assicurazioni ricevute, le conclusioni delle commissioni non sono state recepite nei successivi atti deliberativi.
Ha precisato, inoltre, come l’elaborazione della proposta di Piano Demaniale Marittimo abbia richiesto oltre due anni, essendo stato affidato l’incarico ai tecnici nel mese di ottobre 2008 e pensare che i Consiglieri di minoranza possano prenderne idonea visione nel corso di una singola commissione ed essere pertanto in grado di esprimere un giudizio compiuto sia praticamente assurdo. Ha chiuso affermando, rivolto verso i banchi della maggioranza: “Non potete pretendere che si avalli questo modo di procedere che risulta del tutto inappropriato alle regole democratiche!”
Andrea D’Ambrosio: si è complimentato con gli altri Consiglieri di minoranza che lo hanno preceduto per l’articolazione e l’incisività degli interventi. Ha accusato i Consiglieri di maggioranza di aver rilasciato dichiarazioni assolutamente fuori luogo che hanno avuto il risultato di unire tutte le opposizioni; per cui se per loro l’aver portato in Consiglio l’adozione di questa variante rappresenta un motivo di orgoglio, per le minoranze siamo in presenza dell’esatto contrario. Ha chiesto agli amministratori quale fosse l’idea di turismo che intendessero portare avanti e quale sviluppo pensassero di realizzare a Martinsicuro da qui a 10 anni, sostenendo che si dovrebbe parlare più di Piano di Lottizzazione Demaniale che di Piano Demaniale Marittimo, visto l’eccessivo carico urbanistico che subirà la nostra spiaggia. Ha definito una pianificazione di questo tipo assolutamente lontana dalla realtà, dal momento che il turismo non si basa soltanto sugli stabilimenti balneari, ma anzi, in una realtà come la nostra, deve essere rilanciato attraverso la previsione di misure per garantire la sicurezza, aggiustando le strade ed i marciapiedi a beneficio del decoro urbano ed attivandosi per migliorare la pulizia della città. Solo mettendo insieme tutti questi aspetti si può offrire al turista un biglietto da visita all’altezza della situazione.
Ha tracciato un parallelo tra quello che potrebbe diventare la nostra spiaggia con l’approvazione definitiva di questa variante e la zona Tronto che ha conosciuto una sconsiderata cementificazione all’inizio degli anni ’80; ha contestato duramente l’affermazione secondo cui queste modifiche vanno a salvaguardare le porzioni di spiaggia libera in quanto quest’ultima è stata eccessivamente frammentata e posta per lo più in corrispondenza di fossi e canali. Sarebbe stato auspicabile prevedere almeno un paio di aree piuttosto estese a Martinsicuro ed altrettante a Villa Rosa, senza che questo volesse implicare (come argomentato impropriamente da qualche esponente della maggioranza) una ghettizzazione tra gli utenti della spiaggia libera e quelli che preferiscono l’arenile attrezzato con tutti i servizi.
Stefano Ciapanna: ha precisato di intervenire nel dibattito più nelle vesti di cittadino che in quelle di consigliere, precisando che la lunga discussione che ha preceduto il suo intervento sicuramente non ha avuto l’effetto di chiarire agli occhi dei presenti la reale entità delle modifiche che si intendono apportare sulla nostra spiaggia. Sarebbe stato opportuno affiggere alle pareti della Sala Consiliare le piantine con tutte le previsioni della variante avendo cura magari di contrassegnare le nuove concessioni con dei colori più marcati: non sarà sfuggito a nessuno, infatti, che alcune analogie cromatiche possono generare confusione tra la situazione attuale e quella che si verrà a determinare in futuro. La prima cosa che balza agli occhi è, comunque, la scarsità di arenile e questo avrebbe dovuto indurre la maggioranza a concentrare le proprie scelte sul contenimento dell’erosione; inoltre, essendo tale variante uno strumento che interviene su una risorsa pubblica in modo decisivo, erano necessari incontri precedenti con la cittadinanza che, al contrario, è rimasta completamente all’oscuro di quello che sta accadendo. Ha sottolineato come sia piuttosto alto il rischio di voler dare a tutti i costi un’offerta e vedere solo in un secondo tempo quali siano le aspirazioni del turista. Ha chiuso così il suo intervento: “Era proprio necessario forzare la mano in questo modo? Non si è tenuto conto in alcun modo che la spiaggia è di tutti. Lo dico come cittadino e padre di famiglia: non troviamoci qui ad ipotecare il futuro dei nostri figli!”
Paolo Camaioni: si sarebbe aspettato dal Consigliere Vagnoni una esposizione esclusivamente tecnica della variante che si andava ad approvare, non nascondendo il proprio sconcerto per i rinnovati strali polemici nei confronti delle minoranze, colpevoli a suo giudizio di aver diffuso dati non veri. Ha precisato di non aver gradito la definizione di “terzo polo” usata per le minoranze, in quanto formate da associazioni o partiti regolarmente costituiti e tuttora in essere, mentre la sua carica risulta ancora quella di Capogruppo di Forza Italia, sodalizio politico sciolto da oltre due anni. Ha ricordato le dichiarazioni del delegato al demanio leggendo alcuni titoli di quotidiani locali dall’Agosto 2009 ad oggi, tutte accomunate dall’obiettivo – puntualmente disatteso – di mirare ad un Piano Spiaggia preceduto da una serie di incontri con la cittadinanza e dal profilo assolutamente ecosostenibile. Per tutta risposta gli incontri non si sono tenuti né con i cittadini, né con le organizzazioni di categoria (ha ricordato il disappunto della FAB sulla vicenda dei 7 ombreggi concessi attraverso la Legge Regionale del 12 Maggio 2010), né tanto meno con i Consiglieri di minoranza che rappresentano quasi 6.000 elettori e che hanno dovuto vagare come anime in pena per le stanze del Municipio alle ricerca di documenti a supporto del punto in discussione. Ha ribadito l’assoluta contrarietà nei confronti di uno strumento che pretende di regolamentare in maniera pesante il solo arenile, lasciando da parte quella prospettiva di armonizzazione con il piano strutturale che pure era alla base della precedente proposta di variante (discussa nel Consiglio Comunale del 17 Dicembre 2007) ed ha sottolineato come non si tenesse in alcun conto la possibilità di predisporre contestualmente un piano particolareggiato per la riqualificazione della zona portuale o che fosse scomparso qualsiasi riferimento alla delocalizzazione del depuratore. Ha ribadito come i numeri relativi alle concessioni diffusi dalle minoranze rispondessero alla realtà in quanto, alle 8 nuove concessioni per stabilimenti balneari occorre sommare le 9 concessioni per ombreggi e servizi che saranno concesse con procedura di evidenza pubblica, le 2 riservate alle cooperative giovanili, quella per l’associazionismo di valore sociale e soprattutto i 14 nuovi stabilimenti balneari assegnati a chi ha la concessione per ombreggio e servizi. Sommando queste a tutte le altre già esistenti si ottiene un arenile di 5,5 chilometri (senza considerare la zona portuale) su cui insisteranno circa 60 stabilimenti balneari: non ci vuole molto a calcolarne uno ogni 90 metri. “Con questi numeri – ha chiuso – come si può parlare di un Piano Spiaggia che non va a snaturare le caratteristiche del nostro turismo?”
Stefano Ciapanna: Ha replicato all’Assessore Carboni, il quale aveva difeso l'operato dell’Amministrazione che a suo modo di vedere aveva non solo il potere ma anche l'obbligo di predisporre atti come questo. Ebbene nessun obbligo giuridico vi era di intervenire nuovamente a distanza di due anni sullo stesso Piano Spiaggia come in modo fuorviante si è voluto far credere nelle premesse della Delibera. Pertanto, non essendo un atto obbligatorio, sarebbe stato molto importante conoscere il reale obiettivo nella predisposizione del Piano da parte di questa amministrazione; l'Assessore Carboni sostiene che è inevitabile assegnare gli ombreggi agli Hotel prevedendo la costruzione di chalet di classe B (110 mq) poiché “il turista vuole oltre alla camera anche l'ombrellone”; Ebbene nelle più importanti località balneari della Riviera Adriatica gli Hotel normalmente non hanno ombreggi o chioschi ristoro ma sono convenzionati con stabilimenti balneari (di serie A!) che riservano loro un numero di ombrelloni per poter offrire alla clientela un servizio impeccabile. Si ha un’idea preventiva di quello che chiedono i turisti? Quanta gente chiede gli chalet? Quante sono le persone che chiedono ombrelloni? Come può questa maggioranza sostenere che si è tenuto conto del Piano Marketing se l’incarico per la variante al Piano Spiaggia è stato affidato il 18 Ottobre 2008, mentre il primo è stato approvato dalla Giunta attraverso un contributo di 9.600 Euro soltanto il 12 Marzo 2010. Al termine del suo intervento ha rimarcato come quest’amministrazione avrebbe dovuto percorrere una soluzione mediata e soprattutto condivisa tra uno sviluppo dell’arenile che salvaguardasse il rispetto degli elementi naturali caratteristici della nostra spiaggia ed uno sviluppo, comunque mirato, delle attività. Operando in questa maniera si rischia seriamente di replicare in qualche misura l’esperienza dell’Ecomostro: all’inizio, si diceva, tutti volevano i box; al termine dell’opera si è scoperto che nessuno li vuole così come realizzati. Non è possibile pianificare il territorio senza uno studio serio delle necessità. Ha chiuso l’intervento annunciando il voto contrario di Città Attiva.
2. Sostituzione del Consigliere dimissionario in seno al Consiglio dell’Unione dei Comuni. Nomina Consigliere di minoranza.
Con 8 voti (il Consigliere Caputi ha lasciato la seduta alle 21.30) è stato eletto Mauro Paci
3. Interpellanze ed interrogazioni
In considerazione della generale stanchezza accumulata per via delle sei ore spese per il primo punto, abbiamo scelto deliberatamente di discutere soltanto l’ultima presentata, ovvero quella sul teatro tenda anche per la sua stretta attinenza con il periodo attuale.
Il problema di fondo è che le interpellanze vanno sempre discusse all’inizio della seduta sia per un fatto formale (è stabilito dall’articolo 24 del regolamento consiliare) che per una questione di buon senso: accade spesso infatti che la lucidità dei consiglieri e, soprattutto, quella degli assessori chiamati a rispondere, venga meno per effetto delle lunghe ed estenuanti discussioni, per cui ci si trova molte volte a liquidare con poche parole di circostanza e nel disinteresse generale anche problemi rilevanti per la gestione della città e per l’assetto del territorio.
Questa, in sintesi, la risposta:
Il Comune alla Croce Rossa non dà alcuna somma, ma a quest’associazione vengono girate le somme relativi agli ingressi decurtati della quota Siae. Entro la fine della settimana (in tarda mattinata andremo a controllare) saranno messi a disposizione del nostro Gruppo Consiliare i dettagli relativi alle uscite per gli anni 2008 – 2009 – 2010 che comunque non dovrebbero superare i 2.500 Euro per ogni periodo interessato.
Relativamente alla sottoutilizzazione della struttura, lo scorso 17 Dicembre si è riunita la Commissione per il pubblico spettacolo ed è stata rilevata la mancanza di alcune attestazioni di conformità. Il 5 Gennaio 2011, dopo che è stata prodotta tutta la documentazione, il Responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune ha concesso l’agibilità, per cui il primo spettacolo si è tenuto la sera dell’Epifania.
Il Consiglio si è chiuso alle 22.15
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Commenti
Posto che il "din" l'ho ovviamente acquisito di persona, potrei ascoltare un eventuale "dan"?
Il tutto è soltanto finalizzato a una visione completa della specifica situazione. Grazie comunque.
Spero di essere stato utile per soddisfare la richiesta del secondo Paolo, in caso contrario si dovranno attendere alcuni sviluppi che riguarderanno lo strumento nel suo insieme per poi scendere, ove necessario, nei particolari. Certo è che se l'attuale maggioranza avesse seguito l'iter del confronto aperto, prima di adottare il Piano, con cittadini, forze di minoranza e operatori tutti non ci sarebbe bisogno di...far suonare le campane.
Chiarisco che il don è M.City, mentre il din l'ovvio canale diretto con la Giunta.
Sinceramente ne esco fuori un po' rintronato...
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