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Anche quest’anno il problema dell’erosione viene affrontato con il rimedio del ripascimento morbido: questa volta, a testimonianza del fatto che anche i pannicelli caldi richiedono molta fatica, è dovuto intervenire il commissario delegato per l’alluvione. E’ la soluzione elaborata dalla Regione Abruzzo per garantire qualche metro di spiaggia in più ad alcuni concessionari costretti a fare i conti con l’inesorabile avanzamento del mare.
Esaminando le delibere pubblicate nel sito del Comune di Martinsicuro si scopre che nel 2005 la Giunta di centrosinistra richiedeva alla Regione fondi per tamponare il fenomeno dell’erosione informandola che erano stati già impegnati 520.820 Euro per i lavori iniziali. A questo punto la Regione ha messo in campo il suo avveniristico progetto di ripascimento delle scogliere per una spesa complessiva di 4,5 milioni di Euro a cui ne sono seguiti altri 700 mila per interventi di integrazione immediata.
Nell’estate del 2010 il Comune di Martinsicuro (Giunta di centrodestra) ha speso 223.000 Euro suddivisi in due stralci per scavare sabbia dal porto e spalmarne 18.000 metri cubi sull’arenile.
Per la stagione estiva in corso sono stati impegnati 63.800 Euro e risale al 6 Maggio 2011 la determina che attiva la procedura di gara per i lavori di ripascimento con una base d’asta di 40.800 Euro che è stata aggiudicata pochi giorni fa a fronte di un ribasso piuttosto importante.
Morale: negli ultimi 6 anni sono stati spesi 6 milioni di Euro di fondi regionali (di questi oltre 800.000 dal nostro Comune) per l’esecuzione di interventi che non hanno funzionato. Scavare dal porto e ridepositare in spiaggia dovrebbe essere un’operazione straordinaria da fare ogni tanto, non annualmente.
Eppure, giusto 5 anni fa, il Consiglio Regionale stabiliva che i rimedi contro l’erosione dovessero avere una valenza strutturale e si impegnava ad indicare la destinazione dei fondi stanziati dal CIPE attraverso un accordo di programma quadro di difesa della costa che prevedeva degli studi di fattibilità (abbiamo evidenziato i passaggi più significativi invitandovi a leggere le cifre destinate al Comune di Martinsicuro…). Perché questa delibera non ha prodotto gli effetti sperati? Per quale motivo non è stata ripresa dal Consiglio Regionale attuale? Perché non si dedica del tempo, soprattutto a livello locale con il coinvolgimento delle forze di minoranza, per capire bene il problema ed individuare soluzioni senza correre dietro ogni anno alle necessità contingenti? Come scritto lo scorso Novembre, crediamo sia necessario varare un piano di intervento alternativo al ripascimento morbido, prendendo in considerazione ad esempio la realizzazione di barriere frangiflutti rigide da sistemare al largo. Se il ripascimento morbido non paga, bisogna pensare ad interventi strutturali, da portare avanti magari con il concorso degli altri comuni costieri, altrimenti si ottiene un quadro piuttosto desolante di cui questi scatti sono la dimostrazione inequivocabile
Se poi venti minuti di pioggia sono sufficienti a ridurre in queste condizioni una città di 17.000 abitanti, si capisce perfettamente che né di terra né di mare si ha un’idea di sana gestione del territorio.
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