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Venerdì 05 Novembre 2010 20:14
Come mai non si parla più della questione GRILLO, come mai su un argomento cosi delicato la minoranza tace, e non prova, neanche strumentalmente, ad attaccare la maggioranza. Questo silenzio, è inconcepibile, voi consiglieri di citta attiva "paladini della legalità" cosa aspettate, perchè rimanete zitti di fronte ad una questione che potrebbe portare ad un risarcimento danni estremamente gravoso per l'ente.
 
1) La questione Grillo può tranquillamente essere  definita  un “pasticcio bipartisan”.
L’approvazione in Consiglio del progetto originario è avvenuta, infatti, il 30 Ottobre 2000 con una maggioranza di centro destra guidata dall’attuale vice Sindaco Micozzi. Nel periodo in cui era Sindaco Leonilde Maloni (maggioranza di centro sinistra), fu approvata nel Consiglio Comunale del 6 Ottobre 2003 una variante al progetto che ha originato il raddoppio delle superfici da poter coprire. Va precisato che, pur sedendo sui banchi dell’opposizione, votarono a favore i Consiglieri Ferri e Vallese (oggi rispettivamente Presidente del Consiglio Comunale e coordinatore di Forza Italia). Mentre altri rappresentanti delle minoranze optarono per strategiche assenze o uscite dall’aula.

2) Città Attiva ha avuto modo di intervenire sulla questione tutte le volte in cui è stata oggetto di discussione in Consiglio Comunale o nel momento in cui ha ritenuto necessario prenderla ad esempio per far capire a qualcuno che magari non era il caso di darsi tante arie. Per approfondire le sue conoscenze, qualora non avesse ancora avuto l’occasione di farlo, la invitiamo a buttare un occhio sui post che seguono: Consiglio del 19 Agosto 2010 – Lettera nostra… problemi loro!.......Al momento del resoconto... il vuoto cosmico!
 
3) Durante la Commissione Governo del Territorio propedeutica all'Approvazione in Consiglio Comunale della Delibera di autorizzazione all'apertura del Centro Commerciale, si fece notare che l’autorizzazione a raddoppiare le superfici coperte rilasciata alla proprietà era in contrapposizione con i parametri di edificabilità stabiliti dal Piano Regolatore Generale e che si sarebbe potuto cercare di trovare un accordo con la proprietà stessa (la quale, ricordiamo, aveva un progetto approvato) magari attraverso il riconoscimento di un vantaggio per il Comune. Purtroppo, in questo caso, certe scelte competono alla maggioranza che certamente, qualora avesse fatto delle proposte sensate, avrebbe ottenuto l’appoggio delle minoranze. Così non è stato; come al solito si è deciso di non decidere approvando un collaudo parziale che comunque ha lasciato irrisolto il problema. 
 
Il risultato di tutto questo è storia recente: la proprietà ha presentato un ricorso al TAR, chiedendo un risarcimento talmente elevato che, qualora riconosciuto, porterebbe il nostro Comune alla bancarotta. Nel frattempo, come frugale antipasto, sono stati impegnati 24.000 Euro per l’incarico ad un legale esterno.
 
Se lei ritiene possa essere il caso di “attaccare strumentalmente la maggioranza”, le consigliamo di rivolgersi altrove (ammesso che riesca ad ottenere la medesima considerazione), in quanto questo modo di concepire la politica è lontano anni luce da Città Attiva.
 
Il suo definirci “paladini della legalità” tradisce quasi un fastidio nel non poterci annoverare tra coloro che negli ultimi decenni hanno prodotto diversi danni al nostro territorio. Siamo spiacenti, ma non ci riteniamo paladini di alcunchè; inoltre, non essendo abituati a strepitare inutilmente, non abbiamo intenzione di inaugurare questo tipo di comportamento proprio ora e per giunta su una questione che, oltre ad essere al vaglio del Giudice Amministrativo, è anche sotto la lente della Magistratura.
 
L’attuale maggioranza ha cominciato il pianto greco fin dal suo insediamento, accusando i suoi predecessori di non aver affrontato nei tempi giusti tutti quei problemi che l’hanno messa nelle condizioni di pagare cifre spropositate riconoscendole come debiti fuori bilancio (sorvoliamo sul fatto che in alcuni casi si sono auto accusati essendo presenti sempre loro anche nelle precedenti maggioranze). A quanto pare, come abbiamo scritto in altre occasioni, il lupo perde il pelo ma non il vizio e si ha l’impressione che vogliano far finta di nulla per lasciare la patata bollente ai prossimi amministratori e che, considerando l’importo richiesto, potrebbe interessare finanche i loro nipoti.
 


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Commenti  

 
#1 Isaia 2010-11-17 16:47
Purtroppo la questione del Grillo avrà lunghe ripercussioni : so per certo che ancora oggi se la politica tornasse a discutere con la proprietà si farebbe in tempo a fermare la macchina legale e trovare un accordo con vantaggi per l'intera collettività. Cosa dovrebbero fare i proprietari di fronte a cotanta pazzia ? Ritirare un PDC in autotutela dopo 6 anni accampando scuse futili legate a dettagli (tipo non erano chiare le superfici nette al cospetto di 24.000 mq. di superfici lorde) che poi si contraddicono nella quantificazione degli oneri concessori (fatti pagare appunto per le quantità giuste nette calcolate d'ufficio ovvero mq. 24.000).
Cosa dovrebbe fare un cittadino che dopo aver finito la costruzione di casa propria gli si impone di segarne una metà pur avendo un Permesso a costruire regolare ed avendo altrettanto regolarmente pagato la bucalossi su tutta la casa e non su mezza ?
Secondo me il dirigente non ha spiegato bene ai politici di come stanno le cose e l'avvocato, giustamente, ci marcia !
Saluti
Citazione
 
 
#2 Geremia 2010-11-18 13:00
Mai pensato che invece il dirigente lo ha spiegato benissimo ai politici ma che magari gli stessi sono stati rassicurati dai loro legali che per quanto li riguarda anche in caso di richiesta di risarcimento danni da parte della proprietà non potrebbero subirne conseguenze in quanto non sono stati parte attiva nell'approvazione del raddoppio delle aree? E mai pensato che proprio per questo motivo lasciano che il tempo passi allegramente senza affontare il problema tanto alla peggio a rimetterci sono nell'ordine:
1) La proprietà che ha fatto investimenti che non vede remunerarsi e che magari (spero di no per loro) rischia pure di vedere fallita una iniziativa partita azzoppata.
2) Gli eventuali disoccupati che potrebbero essere assunti dalle nuove attività che potrebbero aprire
3) L'immagine della Città che per l'ennesima volta a causa di incapacità amministrative legate anche, bisogna dirlo, a subdoli accordi di convenienza privata vede stagliarsi l'ombra dell'ennesima opera incompiuta
4) Tutti i cittadini che, in caso fosse riconosciuto un risarcimento, dovrebbero far in modo di contribuire con tasse o semplicemente con la rinuncia a servizi, a coprire l'ennesino buco causato da amministratori di scarso spessore (a prescindere dalla parte politica di appartenenza)
....Certo...qualcuno potrebbe obiettare che in fondo....ognuno ha gli amministratori che sceglie e quindi....chi è causa del suo mal...
Citazione
 

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