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In questi giorni di progressivo avvicinamento al traguardo dei 150 anni dell’Unità d’Italia, risultano piuttosto frequenti le notizie di carattere storico connesse in particolare con il reperimento e la conservazione di oggetti riconducibili alla presenza di personaggi risorgimentali dalle nostre parti.
Dopo aver prodotto riflessioni di diverso tenore che hanno il comune denominatore di mettere d’accordo il 95% dei cittadini (abbiamo la presunzione di ritenere che la fiducia nei confronti dell’attuale amministrazione non superi il 5%), non ci sfiora l’idea di alleggerire il carico di insoddisfazione generale attraverso critiche montate ad arte.
Poiché, tuttavia, la nostra non è solo un’Associazione politica, ma cerca di tenere in debita considerazione anche elementi culturali del nostro territorio, non possiamo far passare in cavalleria un clamoroso abbaglio emerso in occasione della descrizione del nuovo posizionamento dell’obelisco di Piazza Cavour. Si dà il caso, infatti, che molto presto sarà impiantato nel centro della nostra Città un monumento in memoria dei caduti del ‘44, prodotto dallo scultore abruzzese Francesco Perilli, situazione che ha preso forma durante la precedente amministrazione e che ha conosciuto la definitiva approvazione nella riunione di giunta dello scorso 22 Ottobre.
Ebbene, relativamente alla nuova posizione che andrà ad assumere l’attuale stele che campeggia nella nostra piazza principale, non più tardi di qualche settimana fa è stato detto: “Il monumento in questione onora la memoria delle vittime del mare e da qui l’idea di collocarlo a ridosso della fontana, con il dominante dell’acqua”. Ora, volendo sorvolare sulla opportunità di accostare la memoria di persone che in mare hanno perso la vita ad una fontana che presenta anche evidenti problemi di funzionamento, occorre, purtroppo, annotare che così non è: l’iscrizione commemorativa, ormai consunta, ricorda come il medesimo fosse stato eretto nell’ormai lontano 1961 per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. Anche se questo refuso è sfuggito ai più, riteniamo che i pochi simboli storici esistenti a Martinsicuro debbano conservare intatto il senso della loro presenza, così come è necessario riconoscere il giusto tributo a chi si è battuto per l’unità della nostra nazione.
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