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La lunga storia del Capannone abusivo costruito a sud del nostro Cimitero sta conoscendo finalmente il giusto epilogo. Non va dimenticato, a questo proposito, che anche qualcuno di noi, nel 1991 partecipò attivamente ad una raccolta di firme per il suo abbattimento; anche se gli esiti non produssero effetti tangibili. Al di là della solita lentezza che ne ha scandito tutto l’iter, guidati dalla nostra solita curiosità, siamo andati a spulciare tra le carte ufficiali e ne abbiamo tratto le considerazioni che seguono.
La trattativa privata indetta il 27 Novembre 2009 è stata annullata per un “errore materiale” nella lettera d’invito, relativo alle misure dell’immobile da demolire. Ebbene, non riusciamo a capire come, a distanza di più di 20 anni dal misfatto, ancora non si siano imparate alla lettera le misure del caso (non fosse altro che per tutte le volte in cui si è ripresentato il problema e quindi tutto l’annesso carteggio).
Passata in parte la delusione per gli “errori materiali”, abbiamo continuato la ricerca tra le determine dirigenziali senza trovare traccia della nuova procedura indetta.
Arriviamo così ai primi di Settembre e scopriamo dalla Delibera di Giunta n. 102 del 31 Agosto 2010 che il nome dell’aggiudicatario (non indicato nel dispositivo e quindi nella versione pubblicata sul sito, ma solo nell’allegato alla copia cartacea a disposizione dei Consiglieri) è una nostra vecchia conoscenza.
E’ superfluo ripetere che i processi alle intenzioni non ci sono mai piaciuti, così come tutti sanno che non abbiamo nulla contro le imprese che lavorano con criterio, a maggior ragione quando impiegano manodopera locale; tuttavia, in considerazione delle difficoltà incontrate nel reperimento delle pezze d’appoggio, riteniamo sia legittimo nutrire più di una perplessità su questo modo di lavorare.
Nel corso della riunione della Commissione di Controllo e Garanzia dello scorso 22 Giugno, avevamo proposto con particolare energia alcune precise modifiche al Regolamento per l’acquisto di beni e servizi. Non sono state accolte ma, per indorare la pillola, ci avevano assicurato in Consiglio che entro il 15 Settembre ci saremmo rivisti per discuterne: vi confidiamo che, conoscendo i nostri polli, non siamo mai stati troppo convinti del fatto che potessero decidere di prendere velocemente una decisione che avrebbe potuto rivelarsi positiva per le casse comunali e infatti … nulla di tutto questo è accaduto.
Ed allora, se non sono in grado di garantire neanche la convocazione di un tavolo di lavoro, riteniamo che la loro stanchezza stia toccando vette epocali.
Vogliamo prenderci la libertà di consigliare la migliore medicina possibile: tornare al focolare ed all’affetto dei propri cari… A volte le dimissioni non sono un’ammissione di resa, ma una sincera accettazione dei propri limiti.
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