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Scritto da Paolo
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Giovedì 28 Febbraio 2008 11:49 |
Buongiorno, ma dov'è finita l'intenzione di combattere la prostituzione, affermare il primato della legge e arginare il dilagare della microcriminalità a Martinsicuro? Bla, bla, bla... ci risiamo al "ve lo avevamo detto". BASTA! Ma quando ci sveglieremo? Quando avremo il coraggio di dire ai nostri pseudo politici che hanno fallito nelle loro intenzioni. Basta, vorrei dire al Sindaco e alla sua coalizione se intende trascorrere il tempo che gli resta a dire che il fato ha la meglio, che nulla cambia, ecc. Se così fosse sono dei "morti" che camminano privi di fiducia, speranza e sogni. Quindi andatevene e fate spazio a chi non avrà esperienza, ma almeno crede in un futuro. Leggetevi la lettera che Benedetto XVI ha scritto alla città di Roma, basterebbe prenderne qualche spunto per tornare ad avere un orizzonte da seguire e smetterla di brancolare nel buio mentale che oggi regna sovrano nel nostro paese.
Grazie e ci vediamo in consiglio. M.C.
Caro M., devo ringraziarti per aver posto l’attenzione su un tema tanto alto e nobile quale è quello dell’educazione, in un momento storico in cui si tende a volare molto basso dal punto di vista della scelta degli argomenti. Certo, commentare o tentare di aggiungere concetti allo scritto del Santo Padre che, oltre ad essere punto di riferimento per milioni di persone è anche uomo di ineguagliabile spessore culturale, rischierebbe di diventare puro esercizio di retorica. Mi limiterò ad evidenziare quello che ritengo il passaggio cardine della lettera del Professor Ratzinger: “trovare un giusto equilibrio tra la libertà e la disciplina”. Proprio qui sta il punto: “senza regole di comportamento e di vita, fatte valere giorno per giorno, non si forma il carattere”. L’educazione ben riuscita è “formazione al retto uso della libertà”. Queste parole sono profondamente vere ed il loro esatto e devastante contrario risiede nel molle ed effimero adagio del vivi e lascia vivere che sta a cuore a molti sostenitori dell’autodeterminazione dell’individuo fin dalla più tenera età. L’emergenza educativa scaturisce proprio dal fatto che l’etica del bene e del sacrificio viene costantemente marginalizzata da un senso diffuso di pigrizia mentale che genera relativismo nei confronti di tutto ciò che è prescrizione, norma, regola e, di conseguenza, limite, in favore del comodo, dell’immediato e del fruibile ad ogni costo.
La coscienza di questo stato di fatto e la percezione di questa difficoltà è tipica del nostro ruolo di genitori. Con gli amici di Città Attiva, oltre ad un impegnativo progetto civico di buon governo, condividiamo anche e soprattutto il fatto di essere padri di bimbi ancora in tenera età e dunque esposti alle intemperie generate dalla mancanza di certezze essenziali; dal momento che non vogliamo rischiare minimamente di vederne minato il carattere, accade sovente che ci si confronti anche sul sistema educativo più appropriato; quello che emerge è sempre la difficoltà di trovare il giusto equilibrio tra disciplina e libertà; tra bastone e carota; tra punizione e premio. Ma il tratto distintivo e decisivo delle nostre riflessioni considera il problema educativo rimesso esclusivamente alla responsabilità dei genitori, che sono l’essenza stessa della Famiglia intesa come nucleo fondamentale della società; per cui la scuola e le altre istituzioni preposte possono rappresentare strumenti di supporto, ma ad esse non va mai delegato in toto il problema educativo. Un caro saluto. Paolo Camaioni
Ciao Paolo, ti ringrazio per la risposta che conferma la serietà e l'impegno nell'affrontare le situazioni piccole o grandi che esse siano. Spero di poter venire al prossimo incontro che farete, purtroppo il mio impegno è limitato per problemi familiari, gli stessi che non mi hanno permesso di propormi nelle scorse elezioni comunali. Spero di poterli risolvere prima possibile, sia per una serenità nostra, che per poter tornare ad impegnarmi maggiormente per il bene comune. Intanto ti ringrazio, e vi ringrazio, per il lavoro e la speranza che state donando a tanti che intendono la politica come servizio totale alla collettività e alle future generazioni. M. C.
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