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Pubblichiamo una nostra riflessione sul tema delle Incompiute di Martinsicuro, inviata a Gloria Caioni ed uscita sul Corriere Adriatico di Sabato 5 Settembre 2009:
A nostro avviso le numerose opere incompiute che non costituiscono certo un vanto per la nostra sventurata Città, sono imputabili essenzialmente ai seguenti fattori:
- Mancanza di stabilità degli Esecutivi alla guida della Città dal 1976 ad oggi per effetto di una eccessiva frammentazione, litigiosità e personalismi all’interno dei medesimi soggetti politici (con l’eccezione delle ultime 3 Amministrazioni – durate 5 anni solo per effetto della mutata legge elettorale – dal 1976 al 1993 la durata media delle Giunte a Martinsicuro è stata di 2 anni e 4 mesi). Questo aspetto ha generato una evidente flessione delle possibilità di programmazione da parte degli amministratori;
- Dominio delle logiche partitiche e speculative sulle necessità di sviluppo di una cittadina che aveva potenzialità enormi;
- Assoluta mancanza di rappresentatività degli amministratori che si sono succeduti alla guida della nostra Città con riferimento alle istituzioni sovra comunali (inquietante, per certi aspetti, la storica lontananza tra l’Ente Regione ed il nostro Comune);
- Generale mancanza di cultura civica (figlia anche di una composizione eterogenea del tessuto sociale) che ha spinto a considerare il Territorio come una mucca da mungere piuttosto che una entità da valorizzare;
- Mancanza di passione e di attaccamento alle sorti della propria Città da parte di molti amministratori il cui unico pensiero era rivolto esclusivamente al tornaconto elettorale;
- Concentrazione eccessiva di suggeritori esterni che spesso, senza prestare il proprio volto alla causa, hanno determinato delle autentiche deleghe di poteri con conseguente perdita di stabilità delle amministrazioni di turno;
- Debolezza cronica degli amministratori con potere contrattuale praticamente nullo nei confronti dei privati. La nostra Città è stata vista troppo spesso come terra di conquista da parte di avventurieri d’ogni risma pronti ad approfittare della debolezza dei politici di turno.
Città Attiva, che attinge molta parte della propria formazione dalla gestione di aziende private, rimane interdetta di fronte a questa storica incapacità di condurre in porto anche opere che richiederebbero soltanto una più attenta valutazione del rapporto tra i costi ed i benefici, oltreché un pizzico di buon senso in più. Il caso di scuola in tal senso (non fosse altro perché ne abbiamo vissuto appieno gli sviluppi) è rappresentato dal Centro Polifunzionale per il Porto e per la Pesca.
L’aggiudicazione della gara ha avuto luogo il 14 Giugno 2007, quando già esisteva il progetto esecutivo e l’attuale Amministrazione era al lavoro da due settimane. Chi assume la Responsabilità di Governo normalmente ferma quello che bolle in pentola da pochi giorni al fine di vederci chiaro e compiere le valutazioni di cui sopra; a nostro avviso ci sarebbe stata la possibilità di rinegoziare con la Regione la destinazione di quei fondi ed indirizzarli verso un’opera più utile e maggiormente sostenibile a livello ambientale.
Per non parlare, poi, del porto che, tra progetti preliminari, prove in vasca e progetti di finanza, si trascina da almeno 25 anni e che ha comportato notevoli esborsi per la collettività. Ogni volta l’Esecutivo in carica ha azzerato quanto posto in essere da quello precedente, spesso senza motivazioni sostenibili, ma al solo scopo di gettare in pista propri interlocutori e consulenti allineati, disponendo incarichi dettati soltanto dalla contiguità di interessi.
L’intreccio bipartisan (facce della stessa medaglia come amiamo definirli) del Grillo Centro Affari con tutta la mostruosa sequenza di paradossi è sotto gli occhi di tutti.
Città Attiva non ritiene, ovviamente, che Martinsicuro sia inferiore alle altre realtà locali come Alba Adriatica, Tortoreto o Grottammare, o che i Martinsicuresi siano inferiori ai Cittadini degli altri centri, eppure è sotto gli occhi di tutti l'enorme ritardo della nostra Città nel settore turistico e nei servizi ed, in generale, nella buona qualità della vita. Sono evidenti gli errori delle passate amministrazioni che hanno puntato tutto sull'edilizia residenziale senza ottenere, quale contropartita, i servizi essenziali per la comunità. Scelte sbagliate che negli anni hanno reso Martinsicuro luogo ideale per impiantare ogni genere di malaffare.
La meritocrazia purtroppo non è mai stata un parametro di riferimento per gli amministratori e spesso, purtroppo, neppure per i cittadini che da oltre sei lustri continuano a premiare chi ha fallito su tutti i fronti ma continua a galleggiare attraverso il compromesso e le promesse facili.
Qualora dovessimo assumere Responsabilità di Governo, il nostro primo obiettivo sarebbe quello di essere parte attiva del processo di ammodernamento (o, per meglio dire, di primo impianto) delle infrastrutture cittadine. Città Attiva non se ne starebbe alla finestra, con l’ignavia tipica dei nostri politici presenti e passati, ad attendere che il primo arrivato bussi alla porta con l’intento di cercare nuove fonti di lucro e lasciare solo le briciole alla Cittadinanza. In tal senso risulta necessario rivedere il regolamento degli accordi di programma, al fine di mettere il privato nelle condizioni di non offrire contropartite all’Ente solo in termini di asfalti, parcheggi, marciapiedi e rotatorie, ma creando i presupposti per dotare la nostra Città delle seguenti strutture:
1. Campus Scolastico
2. Piscina Comunale
3. Cinema Teatro
(Ovviamente la sistemazione del lungomare con relative piste ciclabili è scontata)
Con questo non intendiamo evidenziare la facilità di tali realizzazioni, ma soltanto ribadire la necessità di una pianificazione razionale che riparta da una politica di attaccamento alla propria Città, di servizio autentico nei confronti del Cittadino (regnare è soprattutto servire…) e da una lucida analisi di quello che manca per elevare la qualità della vita.
Senza demagogia, ma con sano realismo ed instancabile applicazione.
(In fondo se siamo andati a trovare il Questore in pieno agosto dai banchi dell’opposizione, non crediamo che l’impegno possa rappresentare un problema).
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