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La nostra Associazione, ovviamente, ha avuto un ruolo di mera spettatrice nella vicenda del mancato ingresso in Giunta da parte di Massimo Vagnoni; tuttavia il fatto che quest’ultimo poco prima della scadenza elettorale ci abbia coinvolto in un ragionamento aperto e cordiale tenuto proprio su queste pagine, non può esimerci da una valutazione che, ovviamente, preferiamo articolare dopo che la buriana si è parzialmente calmata.
Anche se non siamo indotti a pensare che i due eventi possano essere correlati, desta sensazione l’ esclusione del giovane avvocato dall’Esecutivo Provinciale e la contemporanea, platonica promozione del più "esperto" collega sullo scranno più alto dell’Unione dei Comuni. Le nostre storiche riserve sulla utilità di questi due Enti sono note anche ai delfini delle Isole Far Oer, ma quello che è accaduto durante lo scorso fine settimana ha l’unico obiettivo di vanificare ulteriormente le residue possibilità di alleggerire le giovani generazioni dalla zavorra di preconcetti con cui si accostano alla politica oltre a rappresentare l’ennesima, straordinaria prova di debolezza di chi si illumina d’immenso ad occupare in pianta stabile la stanza dei bottoni della nostra Città, non avendo mai avuto e non riuscendo mai a ritagliarsi nessun poter d’interdizione nei confronti di chi muove le pedine nello scacchiere sovra comunale. Come accade molto spesso in questi casi, la fantasia metropolitana cerca sempre di darsi una spiegazione plausibile, monetizzando le rinunce ed immaginando faide trasversali interne ad un partito che poi, almeno per quel che riguarda Martinsicuro, partito non è. Noi che amiamo la linearità e cerchiamo di tenere a debita distanza i cattivi pensieri, abbiamo un’unica chiave di lettura che trova un senso nel messaggio postato a Massimo qualche settimana fa. Conosciamo da qualche decennio chi ne condiziona l’agire, onnipotente in casa propria perché mai efficacemente contrastato, del tutto remissivo e storicamente inconcludente ogni volta che ha la sfortuna di oltrepassare il Vibrata.
Tanti, troppi Cittadini si sono lasciati convincere ad appoggiare questa candidatura ed ancora una volta, o meglio, forse mai come questa volta, pur avendo espresso uno sforzo notevole con un tale numero di voti, si sentono traditi nei loro ideali, nelle loro legittime aspirazioni a contare ed essere degnamente rappresentati nelle istituzioni sovra comunali, essendo figli di uno dei Comuni più popolosi della provincia di Teramo.
Il nostro cortese rifiuto aveva un valore aggiunto, in quanto partiva dal presupposto che il grande impegno di Massimo Vagnoni sarebbe stato vanificato, come poi è effettivamente accaduto, da logiche da autentica consorteria, di cui i due soggetti immortalati con lui durante la conferenza stampa sono l’espressione più compiuta. Quando questi signori due anni fa si chiedevano dove fossimo stati prima di buttarci anima e cuore nella campagna elettorale con il proposito di dare alla nostra Città un governo serio ed affidabile, non sapevano o meglio facevano finta di non sapere che ci stavamo formando alla palestra del lavoro, della lealtà e della trasparenza, perché anche a casa nostra, in un futuro non troppo lontano, le ali della libertà, della vicinanza ai bisogni della gente e della partecipazione democratica, possano trionfare sulle catene del compromesso, dei calcoli di bottega e dell’entusiasmo sconfitto sul nascere.
Ai nostri Concittadini vogliamo dire che la possibilità di un futuro migliore, in cui episodi di questo genere non abbiamo ulteriormente a verificarsi, esiste ed a loro chiederemo l’onore di poter essere lo strumento affinché tale futuro si realizzi.
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