«E’ stata una scelta elaborata, responsabile e trasparente, che non implica una nostra collocazione politica».
Egr. dr Camaioni
Questa frase è l’inizio della Vs. fine. Mai avrei pensato, quando ho salutato l’alba di un nuovo sole, sorgere nel panorama politico martinsicurese, che il proprio tramonto fosse così breve. Un tramonto che offende (ne sono convinto pur non avendo al momento dati tangibili) la sua sensibilità politica, la sua correttezza, il suo coraggio per aver dato un’ anima ad un movimento che al di la della pura funzione amministrativa, è stato capace di ricostruire del political correct nella vita politica del nostro paese. Un movimento che anche senza aspettare tempi lontani era ed è capace di gestirlo molto meglio di questi peraccottari che sono attualmente alla guida del nostro disgraziato ed amato paese. Un movimento che pian piano stava risvegliando la voglia sopita di fare politica in una parte della generazione che ha messo da tempo la tessera appesa alla trave; cade nel più classico degli abbagli, rinnegando le basi della forza che ha avuto per poter crescere e traguardare il sogno di una parte della cittadinanza. Avete tradito la fiducia dei vostri elettori. allineandovi alla stregua dei partiti istituzionali che a loro volta sono l’antitesi di questa società. Che non si venga a dire che è stato un fatto contingente, un errore di gioventù o similari. Avete deflorato tutte le più ottimistiche intenzioni di rappresentare il nuovo.
Capisco che in tutti i movimenti si possono annidare dei virus che portano a sfasature, divergenze strane, inopportunità a diverso livello. Proprio perché è un movimento è più facile capire per tempo se al suo interno c’ é qualcuno che rema contro. Questo virus va schiacciato con tutti le sue ramificazioni. Come si fa a pensare che un candidato alla regione rispondente alle caratteristiche da voi cercate sia aperto a trecentosessanta gradi?
Come si vede che siete una generazione che è passata alla fiducia del computer. Vivere in simbiosi con questo mezzo vi ha fatto scordare che significa l’aspetto umano.
Il candidato o l’eletto è un essere umano che ascolta certe regole del proprio consorzio, con tutte le sue debolezze e tutte le sue caratteristiche precipue. Chi vi penserà dopo, se questi non è legato da sentimento verso il territorio dove viene eletto?. L’esperienza indiretta da spettatori della politica niente vi insegna? Tutti i detti degli antichi sono esatti, nulla vi ricorda il detto: sa più un matto a casa sua che…
Mi dispiace lasciare un gruppo a cui ho dato tutta la mia solidarietà, il mio personale incoraggiamento, gli stimoli possibili derivanti dalla mio passato politico. Un movimento ha tutto il diritto di fare una scelta di “campo” , ma non deve dimenticare che essere super partes a livello locale comporta il rispetto dei propri elettori e dei cittadini che hanno il sacrosanto diritto di pensarla diversamente e soprattutto di non fare il salto sul carro del vincitore come qualche importante “virus –parassita” del vostro gruppo ha pensato di fare.
Con questa mia breve dichiarazione ritiro la mia solidarietà alla vostra linea politica, mettendomi in una posizione, per quello che posso fare, tale da osteggiare qualsiasi vostra iniziativa non utile alla causa comune.
Comunque non credo sia necessario impegnarsi più di tanto, perché come dicevo in apertura avete innescato il Vostro sistema di auto-affondamento che ogni nave, piccola o grande, ha dentro di sé.
Saluti
Il CENSORE
Gentile Censore,
da persone moderate e tolleranti, rispettiamo il tuo punto di vista ma confermiamo la disponibilità a riscrivere mille volte la frase che, secondo il tuo avviso, costituisce l’inizio della nostra fine.
L’obiettivo della nostra Associazione non è mai stato quello di ricostruire il politically correct a Martinsicuro; questa locuzione è molto cara a quelle anime belle invocate da te nel post dello scorso giugno che avrebbero dovuto essere invitate nella nostra Città per “ maturare gli animi”, ma che notoriamente prediligono i salotti romani e le mostre cinematografiche e che con la loro supponente superficialità e la loro paranoica demonizzazione dell’avversario stanno decretando (loro sì) la fine prematura di una reale alternativa all’attuale governo.
E’ di poche ore fa l’ennesimo acido papiro del PD truentino che, evidentemente sull’orlo di una crisi di nervi per l’esiguo numero di castagne consumate domenica pomeriggio in Piazza Cavour, non riesce a distinguere il nostro percorso da quello prevedibile ed inconcludente dell’attuale maggioranza in Consiglio Comunale!
Nel nostro testamento spirituale è scritto a chiare lettere che Città Attiva parte dal presupposto di mettere a disposizione della Cittadinanza persone non animate da ambizioni di carriera ma dalla giusta volontà e dalla necessaria perizia finalizzate a riscattare le aspettative di buona amministrazione di cui la nostra comunità avverte un bisogno non più eludibile.
Non riteniamo che la scelta di dare sostegno ad un candidato estremamente credibile che ha individuato una forte valenza propositiva nel nostro percorso, possa contraddire in alcun modo questa prospettiva. Crediamo, invece, che possa trovare il suo fondamento nella frase che concludeva una nostra riflessione compiuta all’indomani del terremoto giudiziario che ha messo alle corde la nostra Regione: “l’Abruzzo forte e gentile merita un governo di salute pubblica, espressione autentica della società civile!”.
Un concetto deve essere chiaro: non abbiamo offerto il nostro appoggio a Paolo Gatti per trasferirci armi e bagagli nel PDL, ma per rispondere ad una spontanea richiesta di collaborazione da parte di chi ha dimostrato ottime doti di amministratore proprio al fianco del candidato Presidente indipendentemente dalla loro appartenenza politica che, d’altra parte, rappresenta la seconda fase, non ancora compiuta, del loro lavoro al Comune di Teramo.
Come abbiamo avuto modo di affermare in una precedente riflessione, le capacità ed i limiti sono presenti in tutti gli schieramenti ed il fatto di dover vivere un’altra competizione elettorale relativa all’Istituzione Territoriale più importante dopo il nostro Municipio (le Province sono ormai poco più che residuati bellici) all’insegna della “libertà di coscienza” avrebbe rappresentato a nostro avviso una inopportuna declinazione di responsabilità.
Con questa scelta non abbiamo sposato nessuna formazione politica istituzionale: Città Attiva continuerà ad esprimere pienamente tutto il proprio potenziale civico e la sua infaticabile opera di vigilanza sull’attuale esecutivo municipale; avendo la consapevolezza che da questo momento potrà avvalersi anche dei consigli di un candidato giovane, di provata affidabilità ed ansioso di esportare alla Regione un criterio operativo ed un metodo di lavoro retaggio di un’esperienza civica vissuta con il supporto della propria associazione teramana e, soprattutto, al fianco del candidato alla Presidenza.
E’ stata la discussione e la valutazione trasparente degli elementi favorevoli e di quelli contrari ad indirizzarci verso questa direzione. Gli Associati, i simpattizzanti, i Cittadini tutti possono stare tranquilli sul nostro stato di salute: nessun virus alberga in Città Attiva; nessuna scelta di comodo potrà mai animare il nostro agire.
Se così non fosse, avremmo bussato nella stanza dei bottoni al fine di occupare le postazioni lasciate vacanti dall’ormai celebre azione di forza del nostro Primo Cittadino che non è inadeguato in quanto espressione di un determinato partito, ma soltanto per effetto di una ormai conclamata incapacità a porre in essere un’azione amministrativa pianificata, efficace ed innovatrice.
A noi non piace il civismo di piazza, quello urlato e scomposto di chi dice no a tutto.
Non amiamo quelle formazioni civiche eterogenee che accolgono tutti i rigurgiti dell’antipolitica militante, come in una sorta di brodo primordiale e che pur di prendere parte ad una competizione elettorale non esitano a far spendere 6 milioni di Euro in più ad una Regione sull’orlo della bancarotta, al solo scopo di conseguire percentuali di consenso da prefisso telefonico.
Città Attiva è una forza popolare che non ha mai pensato di appiattirsi sulla tecnologia informatica, ma che al contrario sa parlare al cuore della gente ed ha il coraggio di accettare sfide sempre nuove e stimolanti che devono dare la misura della propria maturità.
Anche se il Censore è convinto del contrario, la nostra bandiera continuerà a sventolare con immutato orgoglio.
Un cordiale saluto.
Paolo Camaioni
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Commenti
C’è un partito che si chiama “democratico” dove l’anima cattolica (dove è presente) è relegata ad una specie di riserva indiana, poi c’è l’UDC alle prese con l’ennesima prova di sopravvivenza in queste elezioni regionali con un candidato presidente di tutto rispetto.
Città Attiva, a Martinsicuro, con le sue scelte coraggiose e a volte incomprese. Il PDL, con una nuova generazione di politici, ma con problemi antichi e complessi che a noi profani appaiano come i soliti contrasti tra AN e FI.
Sigle e posizionamenti a parte davanti a noi ci sono sfide difficilissime e le analisi politiche si fermano sulla soglia delle case dei cittadini perché non sono in grado di sfiorare i problemi reali che affliggono attualmente le famiglie, i giovani e le imprese. Crisi significa cambiamento, il vero politico sa interpretare e indirizzare in positivo il mutamento non lo subisce per fornirsi un alibi.
Buona Domenica!
Occorre un soggetto politico che possa farsi interprete di un nuovo umanesimo (anche di matrice cristiana) e che sappia intercettare la domanda di buona amministrazione proveniente da ampi strati della popolazione. PD, AN ed UDC (con buona pace delle ultime estemporanee uscite dei loro leader) non riescono ad affrancarsi completamente dalle numerose zone d'ombra del loro passato.
La terza via, almeno a Martinsicuro, dovrà passare necessariamente attraverso Città Attiva.
Grazie ancora per il prezioso contributo. Saluti, Paolo.
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