ovvero quando l'opposizione va emarginata!

In principio si condivideva la stanza dei funzionari preposti alla Segreteria Generale.
Fummo noi a lamentare l'assenza di riservatezza: gli Assessori, infatti, entravano con tale irruenza da lasciare quasi la sagoma sull'uscio in perfetto stile "Pantera Rosa" e ci guardavano, nel migliore dei casi, come autentici intrusi.
Retrocessi di un piano, fummo privati dell'occasione per essere spettatori involontari di accordi di corridoio (quelli che spostano intere città) o di scomposte gazzarre premonitrici di crisi balneari. La sorte si accanì a tal punto che dovemmo dividere uno stanzino di 11 metri quadri con un rappresentante sindacale in missione truentina (evidente l'ulteriore flessione di simpatia).
Da un paio di settimane, la voglia di escludere le minoranze da ogni possibilità di contatto con il Palazzo ha assunto le sembianze di un autentico
tugurio.
Se si commette l'imperdonabile ingenuità di sollevare le veneziane si para ai nostri occhi una suggestiva colonna di cemento armato (al confronto
Nessie rischia di passare per l'ottava meraviglia del mondo!), monito crepuscolare dell'autentica vocazione di questa maggioranza.
Noi che notoriamente siamo più furbi e molto meno inclini ad alleggerire il portafogli di Pantalone, prendiamo le carte e corriamo a studiarle nei nostri comodi uffici!