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Mercoledì 10 Settembre 2008 08:26 |
Una mail di un lettore
Ciao a tutti, quest\'anno le feri esono state poche, ma ricche di bei momenti e d'incontri importanti. La scorsa settimana ero presente alla Tendopoli, raduno annuale di centinaia di giovani provenienti da tutta Italia, e il tema degli incontri era inGiustizia. Molti i personaggi che mi hanno fatto riflettere sulle ingiustizie subite e sul modo in cui le hanno affrontate, testimonianze sincere di Ela Gandhi (nipote del Mahatma Gandhi), Magdi Cristiano Allam (vice direttore del Corriere della Sera) e del ex Vescovo di Locri Mons. Bregantini. Proprio quest'ultimo mi ha lasciato nel cuore una frase che i giovani di Locri hanno scritto: "Ci siamo, ma non ci stiamo". Una frase che potrebbe diventare un programma d'impegno per molti ragazzi e ragazze del nostro paese, ci siamo con la nostra presenza e il nostro impegno, ma non ci stiamo al vecchio e corrotto modo di portare avanti l'amministrazione, il bene comune trasformato in bene per pochi, rinnovando il nostro senso civico e il nostro modo di vivere in mezzo agli altri. Tornato a Villa Rosa nulla è cambiato, ma era più forte il senso di nausea nei confronti di tutte quelle persone che continuano a scavare nel fango alla ricerca di maggior profitto personale e, in maniera sconsiderata, continuano ad alimentare l'odio e la divisione. Una società sana e con voglia di riscatto, dovrebbe puntare tutto sul bene comune portato avanti con sforzo e intenzioni comuni, senza queste cose continueremo ad affondare e con noi chi verrà dopo di noi. Sembra un discorso da preti? Sarà quello che vi pare, ma chi ci ha provato inizia a vedere i risultati. Ciao
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Commenti
la tua riflessione è, come sempre, inappuntabile.
L'esperienza vissuta nella Tendopoli di S. Gabriele, anche in considerazione del livello dei personaggi presenti, costituisce un profondo arricchimento ed è la dimostrazione di come spesso l’occasione per crescere sia dietro l’angolo e vada vissuta in rigoroso silenzio, senza la necessità di spostare torme di urlatori nei diversi angoli del pianeta.
La sensazione di profondo scoramento nel rientrare nella nostra Città l’ho avuta anch’io dopo sei giorni di riflessione a 1.870 metri di altitudine.
Ma tant’ è…
Anche se non siamo nella Locride, la frase “Ci siamo ma non ci stiamo” si adatta perfettamente alla nostra realtà.
Un saluto, Paolo Camaioni.
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