I nostri obiettivi, riportati fedelmente nel
programma elettorale, erano finalizzati in primis alla richiesta di una Tenenza dei Carabinieri ed, a cascata, prevedevano l’istituzione di un assessorato alla sicurezza (non in aggiunta ma ad integrazione di quelli esistenti) la cui delega doveva essere in capo al vice sindaco, nonché il potenziamento dell’operatività della Polizia Municipale e l’innalzamento del livello di controllo sulle abitazioni e sul rilascio delle residenze con il concorso e la collaborazione dei diversi settori preposti. A questo punto la demagogia ed uno spirito levantino, di cui non siamo minimamente depositari, potrebbe indurci a sentenziare: se avessimo vinto noi, avremmo sicuramente tradotto in pratica questi propositi! Invece, realisticamente, siamo costretti ad ammettere che la possibilità di incidere sensibilmente su questa materia dipende molto dal Governo centrale e dalle sue ramificazioni territoriali, Prefetture e Questura su tutte. Venire a conoscenza del fatto che è alle viste un ulteriore contenimento delle risorse da destinare alle forze di polizia, non può generare prospettive ottimistiche.

Resta, tuttavia, il fatto che sull’argomento, Città Attiva ha sempre cercato di stimolare l’Esecutivo, inizialmente con interrogazioni mirate a conoscerne l’intendimento, di seguito prospettando articolate
proposte integrative alle Linee Programmatiche di Mandato (sono scaricabili nella home page del nostro sito), ricordando costantemente al Sindaco l’importanza di esercitare un controllo più incisivo sulle abitazioni attraverso l’analisi incrociata dei dati relativi ai contratti d’affitto, alle residenze ed alle inadempienze tributarie (si veda in proposito l’
interpellanza presentata nel Consiglio Comunale del 22 Luglio 2008).
Non va dimenticato che lo scorso 23 Aprile, subito dopo lo stupro di Via Franchi, siamo usciti con un manifesto pubblico che invitava tutte le istituzioni, a profondere un impegno maggiormente tangibile per fronteggiare i fenomeni criminosi. Anzi, ci siamo assunti la responsabilità di dissentire pubblicamente dalle dichiarazioni del Prefetto che in quel periodo tendeva a collocare la nostra Città tra quelle interessate da una presunta flessione del numero di reati.

Resta il fatto che il primo cittadino rappresenta per precisa delega legislativa (art. 54 punto d. D. Lgs. 267/2000) l’Ufficiale del Governo e, dunque, la figura preposta alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l’ordine pubblico. In tale prospettiva va detto che il Sindaco ha chiesto sempre la massima collaborazione di tutte le forze politiche presenti all’interno del Consiglio Comunale, ma negli ultimi tempi la possibilità di sinergia è resa estremamente ardua dall’atteggiamento di una forza politica di maggioranza che, paradossalmente, pur essendo nella stanza dei bottoni, rimprovera ai compagni di cordata “un rilassamento nella risoluzione di questa tematica”. Va aggiunto altresì che, quando si riuniscono i Gruppi Consiliari, Città Attiva cerca di indirizzare l’attenzione degli astanti sul tema sicurezza, ma capita spesso che la discussione assuma una vastità tale da non consentire di focalizzare l’analisi sulle specificità del nostro territorio. Ecco perché, a nostro avviso, il bilancio dell’azione amministrativa posta in essere dalla maggioranza è piuttosto scadente, potendo contare soltanto su un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio Comunale nella seduta del 25 Febbraio 2008, mediante il quale si chiedeva al Comando Provinciale dei Carabinieri almeno 5/6 uomini in più per il potenziamento dell’organico attuale. Il predetto documento è stato preceduto dall’unica Commissione Capi Gruppo in cui il problema è stato affrontato in maniera costruttiva ed in quella sede Città Attiva ha proposto e fatto inserire la frase “al fine di un più efficace controllo di eventuali anomale situazioni abitative”. Nel corso del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, il Sindaco ha reso noto che l’ordine del giorno in questione non ha sortito effetto alcuno.
A questo punto si rende indispensabile ripensare tutta la strategia di indirizzo, avendo bene a mente, purtroppo, che i numeri ed il seguito che gentilmente ci riconoscete sono destinati ad assumere una forma cospicua soltanto nel periodo pre - elettorale: ne sono testimonianza inequivocabile le riunioni che teniamo settimanalmente e le Assemblee trimestrali, nel corso delle quali è capitato anche di pensare insieme ai nostri Associati ad una manifestazione finalizzata a sensibilizzare la popolazione, le forze dell’ordine ed il Prefetto, proprio per indurli a prestare, ognuno per la sua parte, un’attenzione maggiore nei confronti del nostro territorio. Siamo coscienti del fatto che occorre coinvolgere un numero considerevole di componenti associative ed istituzionali, al fine di mobilitare in modo credibile ed impattante larghi strati della comunità martinsicurese. Il problema sicurezza non si affronta in modo elitario ed esclusivo, ma è necessario il concorso di tutti iniziando, come giustamente evidenziato da voi e da qualche vostro lettore, dalla volontà e dal coraggio di far emergere e rendere evidente l’illegalità attraverso un’azione di denuncia costante. Se provate a chiedere ai Carabinieri uno spaccato sul numero di denunce che sono chiamati a gestire, vi accorgerete che ci troviamo al cospetto di cifre assolutamente inconsistenti che non depongono a favore di un senso civico molto marcato.
Ecco perché tra le
osservazioni alle Linee Programmatiche di Mandato avevamo inserito anche la possibilità di programmare momenti formativi di educazione alla legalità opportunamente finanziati: sono fondamentali e costano molto meno del contributo gentilmente elargito ai rematori, per i quali abbiamo fondate ragioni di temere che sia stato raschiato il fondo del barile. Nel prossimo numero del nostro periodico, che inizieremo a distribuire entro la fine di Luglio, avevamo pensato di inserire un’intervista a tutto campo con il Comandante dei Carabinieri. Purtroppo, nel periodo in questione, era in ferie per cui prendiamo fin d’ora l’impegno a riprogrammare questa importante iniziativa.
Abbiamo anche provato a tastare il polso della maggioranza e dei nostri colleghi di opposizione per verificare la praticabilità di un Consiglio Comunale a tema sull’ordine pubblico, magari anche aperto alla cittadinanza, ma non abbiamo riscontrato una precisa volontà in tal senso. Probabilmente questo atteggiamento di diffuso scetticismo è motivato per la maggioranza da una malcelata sottovalutazione delle dimensioni del problema, oltrechè da un senso di frustrazione per gli scarsi risultati conseguiti e per l’altra parte della minoranza dal fatto di conservare un’idea della sicurezza sociale ancora troppo legata alla sociologia buonista ed inclusiva che ha prodotto diverse distorsioni nel nostro panorama legislativo ed anche nel comune sentire.
Noi abbiamo tentato con forza, nel corso della scorsa campagna elettorale, di spostare i termini del discorso, ripetendo fino all’ossessione che il nostro principale obiettivo era quello di non far sentire i Martinsicuresi stranieri in casa propria e che per riuscire in questo fosse necessario un sensibile incremento delle forze dell’ordine: in tale direzione riuscimmo ad organizzare un’Assemblea aperta sul tema la sera del 20 Aprile 2007, analizzando i dati dei fenomeni criminosi con il coinvolgimento diretto di operatori del settore e proponendo soluzioni: registrammo la partecipazione appassionata di 100 Concittadini!
E’ da qui che si potrebbe ripartire, mettendo in campo fin dal prossimo autunno le forze sane ed innovative della Martinsicuro stanca e fiaccata dai molteplici episodi di criminalità che, pur sfociando raramente nell’episodio eclatante, tengono la cittadinanza in una condizione di costante allarme. Gli strumenti sono molteplici: manifestazione, fiaccolata, raccolta di firme…
Uniamo le nostre forze. Chiamiamo a raccolta i cittadini di buona volontà, coinvolgiamo soprattutto i più giovani, affinché non si limitino ad essere spettatori passivi dei molti episodi che vengono raccontati nei nostri blog e dimostriamo che se si vuole fortemente si può essere ascoltati. Sarebbe una buona occasione per conoscerci e guardarci dritto negli occhi.
Un saluto, Città Attiva
Commenti
Ritengo che la gestione della cosa pubblica certo comporti la ricerca continua di soluzioni innovative. Ritengo altresì però che questo non possa giustificare la trascuratezza del mero adempimento di quanto già ora la normativa prescrive.
Perchè non cominciare a pretendere, come prescritto dal D.lgs n. 30/2007, che i cittadini dell'Unione Europea che chiedono l'iscrizione all'anagrafe dimostrino contestualmente alla presentazione dell'istanza il possesso dei requisiti di soggiorno (attività lavorativa, disponibilità economica, ecc.)? Nei Comuni a noi più vicini (San Benedetto, Alba Adriatica, Teramo, Pescara) se prima non viene prodotta la documentazione indicata all'art. 9 del decreto citato, non accettano di ricevere la domanda...eppure si tratta di normativa nazionale. Che ne dice?
mi risulta che i funzionari ed i dipendenti dell'ufficio anagrafe stiano svolgendo i loro compiti con scrupolo, attenzione e rispetto delle prescrizioni dell'art. 9 del D. Lgs. n. 30/2007 avvalendosi in questo anche della preziosa collaborazione in fase di indagine dei Carabinieri assegnati alla nostra stazione. Non conosco le realtà di S. Benedetto, Teramo ed Alba Adriatica, ma a Pescara, dove da 15 anni passo almeno dieci ore al giorno, non mi è parso di respirare una eccessiva rigidità nell'applicazione del predetto impianto normativo. Resta il fatto che sull'argomento è necessario lavorare con serietà, attenzione ed il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, non fosse altro perchè ci troviamo in un'epoca in cui risulta particolarmente agevole aggirare qualsiasi tipo di prescrizione. In fin dei conti mi considero un rigorista convinto, per cui condivido il principio di rendere più incisive le verifiche sul possesso dei requisiti minimi, non senza ricordare la necessità, evidenziata da mesi dalla nostra Associazione, di intensificare i controlli sulle unità immobiliari, sui contratti d'affitto, nonchè sulle fonti di reddito di alcune comunità di nostri connazionali particolarmente inclini ad incidere negativamente sull'ordine, la tranquillità ed il decoro del nostro territorio. Un cordiale saluto, Paolo.
La normativa applicabile in tema d'iscrizione anagrafica (e di diritto di soggiorno) è parzialmente diversa a seconda che il richiedente sia cittadino italiano, cittadino dell'Unione Europea o cittadino extracomunitari o.
Può non piacere, ma al momento di ricevere la domanda d'iscrizione anagrafica i funzionari e gli operatori dell'ufficio anagrafe non possono pretendere dai cittadini italiani o dai cittadini extracomunitari l'esibizione di documentazione inerente l'attività lavorativa o le fonti di reddito.
Ad oggi la verifica della regolarità del soggiorno del cittadino extracomunitari o è di competenza della Questura, che al termine del relativo procedimento rilascerà il c.d. Permesso di soggiorno. Il cittadino extracomunitari o che presenta domanda d'iscrizione anagrafica, sia per il caso di provenienza diretta dall'estero che per quello d'immigrazione da altro comune d'Italia, è tenuto ad esibire il permesso di soggiorno in corso di validità, del cui rilascio l'operatore anagrafico si limiterà a prendere atto. A certe condizioni, la domanda può essere presentata nelle more del rinnovo o del rilascio del permesso di soggiorno, purchè sia documentato nei modi dovuti l'avvio del relativo procedimento.
Ad oggi nessuna limitazione alla libertà di circolazione e di soggiorno, astrattamente possibile per motivi di sanità o sicurezza (art. 16, Cost.), è stabilita dalla legge per il cittadino italiano, salva l'approvazione del disegno di legge governativo n. 733 presentato al Senato il 03.06.'08, il cui art. 16 novella la legge anagrafica, applicabile in generale a chiunque chieda l'iscrizione anagrafica a prescindere dalla nazionalità di appartenenza, subordinando l'iscrizione anagrafica alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza.
Con l'entrata in vigore del D.lgs n. 30/2007 è stata introdotta una semplificazione amministrativa in favore dei cittadini dell'Unione Europea. In precedenza questi erano tenuti a presentarsi in Questura per il rilascio della c.d. carta di soggiorno, titolo abilitante il soggiorno che doveva essere esibito al momento della presentazione della domanda d'iscrizione anagrafica. Ora invece ai fini della verifica delle condizioni del diritto di soggiorno è stato introdotto l'obbligo di chiedere l'iscrizione anagrafica trascorsi tre mesi dall'ingresso in Italia. L'introduzione di tale speciale obbligo ha un senso solo se l'operatore anagrafico subordina la ricezione della domanda d'iscrizione anagrafica alla consegna della documentazione necessaria ad accertare la sussistenza delle condizioni di soggiorno. Diversamente non avremo nessun momento obbligatorio di verifica, in contrasto con la volontà del legislatore, da rispetarsi in primo luogo da chi presta servizio nella pubblica amministrazione .
La documentazione da presentare è quella inerente l'attività lavorativa svolta o la disponibilità di autonome risorse economiche, così come stabilito dall'art. 9, comma 3, D.lgs n. 30/2007, e ribadito – pur non essendocene bisogno – dalla circolare del Ministero dell'Interno n. 54 dell'08.10.'07, disponibile sul sito internet della Direzione centrale per i servizi demografici del Ministero indicato. Una specificazione dettagliata della documentazione che deve essere acquisita al fascicolo della pratica d'immigrazione è stata indicata nelle precedenti circolari n. 39 del 18.07.'07 e n. 45 dell'08.08.'07, reperibili allo stesso modo.
Chiunque può telefonare agli uffici anagrafe dei comuni di San Benedetto, Alba Adriatica, Teramo e ...anche Pescara e chiedere se e quale documentazione deve essere prodotta dal cittadino UE al momento della presentazione della domanda d'iscrizione anagrafica. A Martinsicuro l'operatore anagrafico chiede la produzione della documentazione prescritta non al momento di ricevere la domanda d'iscrizione anagrafica, da presentarsi tassativamente - ripeto – trascorsi tre mesi dall'ingresso in Italia, ma se e quando l'interessato, una volta che la pratica avrà avuto esito positivo, deciderà - bontà sua – di richiedere la c.d. “attestazione d'iscrizione anagrafica” (si tratta di una speciale certificazione di residenza, rilasciata sul modello di cui all'allegato 2 della circolare n. 45 citata, allo scopo di dimostrare l'avvenuta iscrizione all'anagrafe secondo le modalità indicate nel decreto legislativo in argomento – assieme ai nuovi iscritti, non va dimenticata la necessità di regolarizzare coloro che erano già iscritti all'anagrafe secondo la normativa e le direttive ministeriali previgenti - ). Nel frattempo però avrà già ottenuto la speciale attestazione di cui all'art. 9, comma 2 del decreto (si tratta di una speciale ricevuta, rilasciata sul modello di cui all'allegato 1 della circolare n. 45, allo scopo di dimostrare l'avvenuto adempimento dell'obbligo di presentazione della domanda d'iscrizione anagrafica), e quindi potrà vantare ... contrariamente al vero ...l'avvenuta verifica delle condizioni del diritto di soggiorno. Questa ricevuta torna utile, ad esempio, per fare la scelta del medico presso l'A.s.l., e quindi ottenere l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, il che spetta solo ai cittadini dell'Unione Europea regolarmente soggiornanti. Una volta che la pratica d'immigrazione avrà avuto esito positivo, il nostro cittadino UE potrà ottenere l'ordinaria certificazione anagrafica o anche emigrare in altro comune d'Italia, il cui ufficio anagrafe ...avrà nel frattempo perso titolo a chiedere tale documentazione aggiuntiva, non trattandosi più di iscrivere un cittadino dell'Unione Europea proveniente dall'estero al suo primo ingresso in Italia, ma proveniente da altro comune che ...si deve legittimamente presumere ...avrà agito conformemente alla normativa vigente.
Di certo non Le sfuggirà come in tal modo il momento obbligatorio della verifica diventi eventuale e dipendente dalla volontà e dalla convenienza dell'interessato; può inoltre essere spostato in avanti a piacimento e, se del caso, ...eluso.
Ritengo che ...la semplificazione amministrativa ...possa essere rimessa esclusivamente al legislatore; i nuovi maggiori poteri attribuiti ai Sindaci dalla recente legislazione con la nuova formulazione dell'art. 54 del D.lgs n. 267/2000 dovrebbero essere usati con parsimonia, quanto meno contestualmente agli strumenti ordinari, e possibilmente dopo aver applicato e constatato l'insufficienza di questi.
Egregio Consigliere, ho ritenuto di dover ulteriormente commentare la Sua già cortese risposta. La ringrazio per questo spazio di libertà e di critica, e Le auguro buon lavoro.
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