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Scritto da Sandro
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Domenica 24 Febbraio 2008 22:29 |
Il 3 ottobre 2007 si è celebrata in Italia la "Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche". Vorrei con questo riportare l'attenzione su una tematica delicata anche per la nostra città in quanto , per i disabili di Martinsicuro andare in giro serenamente per le vie della nostra cara e tanto amata cittadina, in alcune circostanze, e’ pura utopia, puro miraggio.
Questo anche e soprattutto per colpa del pessimo senso civico di molti automobilisti che quando si mettono in sosta con la loro automobile trasformano il percorso urbano in una sorta di “percorso di guerra “.
«Via le barriere architettoniche», parola di Marcello Monti Così esordiva il titolo dell’articolo redatto a seguito dell’incontro dell’assessore Monti in data 29 agosto con l’associazione Anffas ,dove, confrontandosi appunto con i genitori di alcuni giovani disabili , lo stesso si e’ impegnato dichiarando che lo scopo dell’incontro era quello di “verificare le esigenze e i bisogni quotidiani di cui necessitano i ragazzi diversamente abili per avere un ottimo inserimento nella società" ed ancora “Condizioni di vita ottimali devono essere assicurate a tutti“ A Martinsicuro negli ultimi 10 anni la situazione sulle strade è peggiorata. Quasi tutti i marciapiedi non rispettano le misure stabilite per legge se non al centro, per non parlare poi dei marciapiedi “inesistenti“ realizzati nella nuova zona residenziale di Villa Rosa con una larghezza minima ( quando non c’e’ il palo della luce al centro ) che non consente affatto il passaggio di una carrozzina, non solo per disabili ma neanche per un neonato. La legge 5 febbraio 1992 n. 104 si pone come strumento legislativo fondamentale per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti dei portatori di handicap. Meritano di essere ricordate la legge 9 gennaio 1989 n. 13 e il D.M. 14 giugno 1989 n. 236 (eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e negli esercizi commerciali) e il regolamento recante norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici emanato con d.P.R. 24 luglio 1996 n. 503. Anche i luoghi di lavoro devono essere accessibili secondo quanto prevedono le norme sul collocamento obbligatorio e la legge 626 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Fra le novità dell’ultima Finanziaria è stato previsto un fondo presso il Ministero dello Sviluppo Economico volto ad incentivare l’abbattimento delle barriere architettoniche nei locali aperti al pubblico degli esercizi commerciali. Il Fondo ha una dotazione di 5 milioni di euro destinati alla erogazione di contributi per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2007. La stessa legge prevede inoltre la promozione di progetti per il superamento delle barriere architettoniche e l’adeguamento dei posti di lavoro alle normative in materia di sicurezza e di igiene da finanziare con i fondi ricavati dalla lotta alla evasione contributiva. Inoltre l’I.N.A.I.L. definisce per il triennio 2007-2009, d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione e con gli Enti Locali, i programmi per il finanziamento dei progetti degli istituti di istruzione secondaria di primo grado e superiore per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Purtroppo, nonostante che la normativa in materia sia sufficientemente puntuale ed adeguata, i disabili sono costretti a confrontarsi quotidianamente con una drammatica realtà causata dal perdurante disinteresse verso le loro esigenze. Sono ancora tante, troppe, le barriere architettoniche che impediscono alle persone diversamente abili di accedere alle strutture pubbliche oppure destinate al pubblico, perché presentano gradini o percorsi ad ostacoli oppure non sono dotate nelle immediate vicinanze dell’edificio di spazi destinati al parcheggio delle loro vetture. Il quadro diventa ancora più sconsolante se alle carenze della Pubblica Amministrazione si aggiungono i comportamenti incivili di coloro che lasciano l’auto in sosta in corrispondenza degli scivoli dei marciapiedi per il passaggio delle sedie a rotelle nonché utilizzano gli spazi destinati a parcheggio dei disabili da parte di chi non ne ha titolo. Soltanto mediante il completo abbattimento delle barriere architettoniche ed il rigoroso costante controllo del rispetto delle regole da parte delle Forze dell’Ordine, sarà possibile creare le condizioni per favorire il pieno sviluppo delle persone disabili e per far sì che esse non si sentano escluse o discriminate dalla società.L’effettiva integrazione di coloro che hanno difficoltà motorie potrà dirsi raggiunta soltanto allorquando potranno accedere senza difficoltà ad edifici pubblici e privati, spazi, mezzi di trasporto, spettacoli marciapiedi e non solo alle strutture scolastiche. Essi hanno bisogno di essere aiutati con adeguati interventi attuativi delle leggi in vigore a sentirsi uguali agli altri nella quotidianità E’ una esigenza che deve essere sentita dalle istituzioni e dai cittadini come prioritaria e come tale deve spingere a decisioni e a comportamenti che realizzino le condizioni di una perfetta parità tra i cittadini che hanno lo stesso diritto alla mobilità secondo il richiamato principio costituzionale e prima ancora secondo un elementare dovere di solidarietà che deve legare gli appartenenti ad una comunità.
Sandro De Angelis.
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