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Il Censore 3 - Crisi mistica... PDF Stampa E-mail
Scritto da Paolo Camaioni   
Lunedì 16 Giugno 2008 22:47

Egr. dr. Camaioni,

rumori di fondo da tutta la vallata del Tevere arrivano in modo fastidioso in quest’aere dell’Aventino. Mi son desto perché mi son chiesto: giammai dolori affliggono il popolo, che fino ad ora era ilare e contento al sol pensiero di gustar il prelibato nettare ricco di sapor di latte e miele che distribuito con maestria dal suo Cesare ha preso sapor di fiele o che il Cesare trabocca le sue fauci lasciando guardar il popolo senza bussola. Quando le legioni, i patrizi, i mercanti sono liberi di riempire le loro otri e stomaci di bue cuciti con maestria da lustrini d’oro sono in difficoltà gastrica e respiratoria va tutto bene, il Cesare è contento perché “voi e noi siamo la stessa cosa”. Se il popolo mugugna, qualche ossa tolto a grassi cani di corte gettati al loro cospetto sarà sufficiente per lenire i dolori. È gia al popolo cane cosa importa se la gabbia o la celletta d’alveare in cui vive è stretta, affumicata dai soffi da rigurgito del palazzo. Cosa serve al popolo vivere in un ambiente che non dia fastidio ai suoi occhi, ai suoi polmoni, al suo orecchio, perché almeno quando si vuol fare almeno una abbaiata di gusto a pieni polmoni gli è impedita, quando vuol andare a pisciare al fianco di una pianta, come la natura gli ha insegnato, si accorge che la pianta in realtà non è pianta ma cemento truccato da arbusto verde. Ma al di la della pianta il difficile è che ti viene un tormento terribile che ti dice: vuoi mettere che le cagne non sono più come quelle di una volta, ma sono finte!
I tempi cambiano, ci si sente dire, che a forza di sentirselo dire tu ci credi; ma allora ti chiedi: i nostri genitori sono stati proprio dei coglioni a non capire che rispettare la natura, gli equilibri, il rispetto per tutti gli essere viventi, la tutela degli ultimi, il rispetto delle regole non serve a nulla. Egregio dottore, io ho fatto le scuole basse (appena tre gradini) ma la mia maestra (che non si curava di mettersi tutto in linea d’abbigliamento per stare insieme a noi) ci insegnò che c’era un vecchietto russo (tale Michail Bachtin che faceva il filosofo) che diceva: il riso è davvero universale, come la serietà.
Le cose so’ due: o che stava poco bene o che sto Signor Bachtin a Villa Rosa non è mai passato.
Il riso buono si vende, magari nelle bottega di Serafina o qualche altro storico droghiere, ma la serietà proprio non si trova manco a pagarla a peso d’oro. Ma forse è roba dell’altro secolo. Adesso c’è il nuovo che avanza! nell’altro secolo al nuovo che avanzava almeno il vecchio telefonava. Oggi il vecchio non telefona più, vuoi perché il vecchio non ha più i soldi per la bolletta, vuoi perché il nuovo che avanza non ha più la sensibilità acustica, ma quello che è peggio e che è diventato sordo perché non vuol più sentire. Il Cesare oggi non può sentire perché le sirene che gironzolano intorno sono molto egoiste, egocentriche, infischiandosene di chi vive intorno, di quali principi si sono nutriti rovesciando ogni forma di rapporto di regole basilari del consorzio umano. Il nostro Cesare, ed i Cesarini importanti attorno, che sia pur infarciti e strombazzatori osservanti della fede cattolica, con tanto di benedizione della gerarchia locale (passata per martinsicuro) e diocesana (degni compari); hanno fatto un patto con il diavolo o Belzebù o costruttori o speculatori come li si voglia chiamare. In cambio dell’agiatezza goduta a diverso titolo per poter salvare le proprie sembianze o l’eterna gioventù promessa fanno scempio di quella che è la proprietà di tutti ovvero il territorio. E’ vergognoso, ignobile, sacrilego, decidere di finire di rovinare il territorio colpendolo negli ultimi gioielli che esso ancora detiene. E’ questa forse la classe politica che ci doveva sollevare dalle angustie localistiche? Bell’esempio di capacità amministrativa! D’altra parte pensando ai maestri loro ispiratori cosa ci dovremo aspettare di meglio? Tutti i cittadini si dovrebbero ribellare ed assaltare le case ed i beni di questi incapaci che in nome di debiti (tra l’altro fatti anche da alcuni di loro, in modo diretto od indiretto caro dr. Camaioni) che ci vogliono togliere le ultime aere che sono parte della storia paesana, aeree le quali ancora possono essere luoghi per l’incontro del consorzio paesano. Per dei debiti ingoieremo ecomostri edilizi, come d’altronde è successo su tutto il territorio comunale da anni, specialmente a Villa Rosa (un esempio la lottizzazione Cappelletti, il primo agglomerato cementizio a sinistra se si viene da nord alle porte di Villa Rosa).
Almeno a quei tempi servivamo a nobili funzioni occulte di Stato, e la zona era frequentemente visitata in anonimato da fior di personalità di Stato e non, che non avevano fatto accordi diabolici ma sono stati sempre, fino alla fine dotati di alto senso dello Stato. Non mi si venga a dire che il sacrificio è fatto per una nobile causa quale potrebbe essere l’estinzione di un debito visto che sul territorio c’è di peggio di ecomostro (quel mega scatolone a favore di una categoria che non ha fatto mai crescere effettivamente la nostra cittadina) al quale si è dato vita solo per semplice fatto di non inviare indietro il finanziamento dato da enti superiori. Ma quanto può angustiare un debito di meno di tre miliardi di lire (sono rimasto alle lire): Se erano 5 – 10 miliardi che succedeva a noi cittadini? forse veniva distribuito a livello di massa le compresse di cianuro a mo di quello che tanto brave famiglie tedesche nell’aprile del 1945 usarono su se stessi e purtroppo sui loro bambini? Questa amministrazione vuole forse battere il guinnes mondiale in termini di incapacità? quanto pesa un debito che per ogni martinsicurese pesa più o meno per 85 euro appena? i creditori hanno aspettato 26 anni, se ne aspettano 28/30 mica si dolgono. il tempo di fare la colletta. A Martinsicuro c’è gente che incassa (molto a nero) dai 50 ai 60.000 euro al giorno, dove ci sono i problemi?(la cifra e reale non è un errore di stampa). Tocchiamo un po dei loro immensi capitali e il gioco e fatto. nella fattispecie si può perchè al maggior parte è fatta da capitale di speculazione, quindi senza sacrifici di fronte. Ma che stupido con questi signori ci magna (si dice a Martinsicuro) mezza amministrazione (per carità professionalmente). Sono convinto che i creditori hanno un buon senso nettamente maggiore degli amministratori..
Altro metodo per far soldi: importiamo della regale mondezza di stato dalla campania per appena 7.500 tonnellate al prezzo tedesco e facciamo subito la spesa del debito. Con tutte quelle voragini che abbiamo sul territorio a cominciare dalla zona Spassopoli agli anfratti della bonifica e cosi via.
Forse pochi sanno che il quartiere dei fori imperiali è stato costruito su tre metri di “monnezza” dal Cesare di allora e che tanti “veri comandanti” di questa insignificante, bieca amministrazione ha nel suo seno sono ammiratori. Se si vuole essere, invece, raffinati ed eticamente perfetti basta andare a chiedere i soldi a prestito a chi fa delle opere pie e della misericordia cristiana; visto che ci sono ottimi rapporti tra il nostro Cesare e il Capo della diocesi a cui fa parte Martinsicuro, si potrebbe chiede un sostegno, visto che di recente il capo della diocesi ha acquistato l’ex caserma dei carabinieri di San Benedetto del Tronto alla modica cifra di 2.560.000 euro all’asta e quindi pagata in contanti. Il monsignore va in paradiso di certo e il Cesare e i cesarini salvano la fascia. Un’amministrazione che, (parola dei suoi grandi elettori), non sta facendo nulla, che non è capace di prendere il minimo di decisione creativa. Anzi si straccia le vesti davanti al clamore di alcune osservazioni per poi continuare nello scialacquare in tante piccole spese che messe insieme aiutano a riempire la “dama” e non la damigiana del debito. Questa maggioranza dovrebbe avere il coraggio con molta tranquillità e pacatezza (per stare al lessico coi tempi e di chi l’ha inventato, che è un altro elemento dove c’è tutto dire) di prendere la saggia decisione di andarsene a casa. Tutti i cittadini ringrazieranno. Caro dr. Camaioni, Le posso garantire che quest’ultimo fatto succederà solo quando questi squallidi avvoltoi avranno spolpato tutta la nostra società fino alle sue intimità. Se potessero parlare i cosiddetti padri della patria locale sicuramente come minimo prenderebbero a schiaffi e calci in culo questi signori (ai miei tempi si usava lo scappellotto pedagogico e la pedata che memorizza, come non ricordare la sensibilità della sia pur discussa figura di Alberto Tommolini, del signor Gaetano Di Fabio proprietario-fondatore del cinema Ambra e pensare quello che ne è oggi, soprattutto nella gestione delle resta di questo edificio) che stanno velocizzando la distruzione del paese solo per sostanziosi interessi personali. Purtroppo il grande vantaggio che gode questa associazione di eletti e dintorni, è basato su una specie di fobia per la tutela del proprio giardino. Anche se spesso come in molta società italiana certi fenomeni esistono a causa della disinformazione in cui viene tenuta.
Questo nostro amato popolo martinsicurese non ha saputo difendere dagli attacchi di losche figure istituzionali sovra paesane, la figura e l’onore di onorate e specchiate persone che hanno fatto grande la nostra comunità, che hanno speso una vita per farla crescere umanamente, culturalmente e caratterialmente. Si dice spesso in paese: sono questi i tempi! un’altra motivazione che aiuterà questi scellerati, anzi a breve raggio di tempo godranno di un maggior consenso a livello di gradimento locale solo per l’arrivo dello sciagurato stabilimento balneare o come si voglia definire sulla base del piano di spiaggia “”Smaila’s”. D’altronde non è questa forse la società del grande fratello e/o isolette varie. Se non ci si mette riparo sin dalle piccole realtà finiremo per ammettere che quanto sostenuto dl Mein Kampf di un certo pittore austriaco, poi diventato tedesco è roba per educande. Non a caso mi risulta che lo staff di questo baraccone televisivo parli molto bene di questa amministrazione. Queste macchine da soldi non portano nessun reale benessere per la popolazione locale. Questi cambiano luogo solo per sfruttare l’ignoranza e l’imbambolarsi delle povere menti locali. Andiamo a veder se le popolazioni locali di dove esistono cose simili sono favorevoli!
Egr. dr. Camaioni, credo proprio che sta arrivando il tempo che il suo movimento acquisisca una tinteggiatura diciamo più politica. Lei deve fare accogliere al suo gruppo il concetto di politica tal quale alla bellissima definizione di un nostro vecchio statista “La grande politica è quella delle risoluzioni audaci.”
Il termine politica non vi deve fare spavento anche perché voi siete gli unici, a livello di deputati comunali, che potete comprendere che in democrazia nessun fatto di vita si sottrae alla politica Se non volete avere in un prossimo futuro anche voi, appioppati il nomignolo “Ma Voi dove eravate?”, questo è il momento di agire in maniera più forte, anche drammatico se necessario. Non si deve permettere a questi signori di andar avanti. In questo film paesano non bisogna permettere che vincano i cattivi. La nostra società o quella che noi tutti vogliamo è ancora affezionata alla vittoria dei buoni. ebbi modo se non ricordo male che il vostro movimento deve imparare a produrre democrazia sul territorio. Bene l’arma della democrazia è una sola: la corretta informazione. Fate in maniera tale che la popolazione conosca che in quale razza girone dantesco è stata portata, e soprattutto chi c’è l’ha portata. A Martinsicuro non c’è bisogno degli Smaila’s o teatrini vari. Invece di ballare bisogna prima imparare a parlare. Volete dei divi che non costano nulla e che verrebbero volentieri a maturare gli animi ve li indico io (a braccio): Rita Levi Montalcini, Padre Alex Zanotelli, Gino Strada, Francesco Guccini, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Paolo Flores Arcais, Giuseppe Parisi, Curzio Malaparte e tanti altri. A chiudere, ma solo per farlo rimanere meglio in memoria: I nostri Amministratori devono avere RISPETTO verso noi cittadini e non trattarci come o peggio di animali arrabbiati e rognosi. RISPETTO lo sappiamo bene. Sappiamo che se i cittadini arrivano all’esasperazione non c’è mitraglia che abbia fermato i popoli.

Ad majora

Il Censore

Caro Censore,
questa tua nuova, ricca riflessione mi offre l’opportunità di porre fine ad un periodo di silenzio fortemente voluto per cercare di osservare in maniera distaccata e disincantata il percorso di Città Attiva e capire dove stiamo mancando. Non è un caso che questo mio stato d’animo semi depressivo, abbia preso forma qualche attimo dopo la fine dell’ultimo Consiglio Comunale, dove la maggioranza ha dato l’ennesima testimonianza di attaccamento febbrile alle sorti di pochi, prevedibili speculatori, evidenziando, nel contempo, un rinnovato, preoccupante disinteresse per i destini della nostra Città e per la sorte delle umane genti come direbbe il nostro amico di Recanati.
Questa particolare inclinazione dei due terzi del massimo consesso cittadino è attestata anche dalla sempre più diffusa anarchia delle postazioni: con la logica eccezione dei primi due punti all’ordine del giorno, infatti, dove i 14 consiglieri di maggioranza erano allineati e coperti come le Guardie Reali di Sua Maestà Britannica, nella seconda parte della seduta dove, comunque, si discuteva della relazione sulle dinamiche economiche alla base della raccolta dei rifiuti e delle nostre importanti interrogazioni (la prima proprio sulla vendita del terreno di Villa Rosa), la massima assise civica era molto simile ad un parco buoi, in ragione dei livelli minimi di attenzione prestati al relatore di turno e, soprattutto, per effetto delle continue distrazioni di chi è uso obbedir tacendo al Cesare di turno.
Non è un caso che il sottoscritto si accinga a vergare queste considerazioni, scarne ma molto sentite, ad un anno esatto dal primo Consiglio Comunale dell’era Città Attiva.
Proprio così, gentile interlocutore, è stato il 16 Giugno 2007, un torrido sabato di fine primavera a segnare l’esordio della nostra Associazione sui banchi dell’opposizione ed a cingere di alloro il capo del nostro Cesare che da quel giorno non ha mai cessato di brandire come clave i suoi 3.249 consensi che rappresentano esattamente il 20% della popolazione residente, dimostrando con i fatti che la finalità esclusiva alla base della sua azione era quella di occupare un posto nell’albo d’oro dei Sindaci del nostro Comune e per riuscire nell’impresa non ha esitato a dispensare straordinari quantitativi di miele, facendo leva sulla sua provenienza e capitalizzando quel sentimento non proprio cristallino che addebita spesso al nostro gruppo, ovvero il campanilismo, l’eterna e mai sopita rivalità tra il capoluogo e la frazione, la loro diversa matrice culturale ed il loro differente tessuto socio – economico.
Ebbene, caro Censore, questa amministrazione, con il suo Cesare ed i suoi Proconsoli, sta riuscendo in un’impresa titanica: rendere uniformi nella mediocrità, nell’assenza di programmazione e nella gestione del territorio a trattativa privata, il capoluogo e la frazione; decidendo sempre le questioni essenziali senza il contributo della cittadinanza e ponendo sempre le opposizioni di fronte al fatto compiuto, nella maggior parte dei casi in maniera maldestra. Ad un anno dal loro insediamento verrebbe spontaneo tracciare un bilancio articolato dell’attività amministrativa; mi limiterò ad enucleare le principali macro questioni:
  • 17 Dicembre 2007: adozione del piano spiaggia (perfezionata il 15 Maggio 2008);
  • 31 Gennaio 2008: approvazione del regolamento sulla media distribuzione;
  • 10 Aprile 2008: approvazione del bilancio di previsione;
  • 5 Giungo 2008: approvazione del regolamento sui Piani Urbani Complessi.
Tutto ad uso e consumo dei propri illustri sodali.
Prima, durante e dopo, tanti proclami: strisce blu da rimuovere; ordine pubblico da potenziare; installazione di telecamere da perfezionare; raccolta differenziata spinta da iniziare; apertura di scuole secondarie; porti turistici sognati da bambini (nello stesso momento in cui noi, fanciulli normali, schieravamo i soldatini sul tappeto del salotto; chissà se tra una girella Motta ed una cedrata Tassoni, iniziavano già a disquisire di project financing?); potenziamento del portale dell’Ente; personale più motivato ed operativo; vigili urbani tra la gente ed altre infinite amenità…
Il riso di Bachtin è esaurito, gentile Censore. La serietà resta: i nostri concittadini ne hanno da vendere e possiedono la giusta dose di memoria storica e di onestà intellettuale per respingere le màlie future di questi pericolosi dispensatori di miele. Anche la mia amarezza è palpabile: avevo garantito una primavera estremamente operativa, vissuta tra la gente, evitando di conferire particolare enfasi all’opposizione consiliare.
La nostra missione di breve periodo è riuscita solo a metà; probabilmente è mancato il giusto coordinamento e riteniamo opportuno farne ammenda. Sento, tuttavia, che il tempo ed il modo per razionalizzare la nostra azione e renderla più efficace non mancheranno. Ci assiste la voglia di lavorare e non abbiamo il timore di avere, nel futuro, una connotazione politica; poichè, come sottolinei opportunamente, tutte le vicende umane volgono in questa direzione.
Ma sarà sempre una politica di servizio, di impegno civico e di prossimità.
Resta alta la sensazione dell’impresa: nessun movimento civico aveva mai espresso 4 Consiglieri nei 45 anni di storia del nostro Municipio. Nessun movimento civico ha mai avuto come presupposto un’Associazione libera, autonoma e, con buona pace delle difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti, funzionante.
Coltiviamo ancora l’obiettivo ambizioso di iniettare qualche granello di sabbia (magari quella di risulta dell'approdo) nei discutibili meccanismi amministrativi messi in piedi da lorsignori, con l’effetto di azzerare il contributo e la valenza decisionale dei validi giovani che compongono la maggioranza per essere stati scelti dal popolo sovrano ed esaltando, al contrario, il potere di interdizione e condizionamento di chi, non avendo avuto l’ardire di ripresentarsi al giudizio dell’elettorato, non perde occasione per imprimere una direzione precisa alle scelte dell’Esecutivo.
Caro Censore, essendo un assiduo frequentatore del nostro sito ed anche persona ben informata, conoscerai perfettamente le nostre posizioni sui singoli argomenti ed avrai anche acquisito la consapevolezza che non sono mai preconcette. Se da un lato abbiamo avuto tiepide parole di apprezzamento per l’apertura dello Smaila’s, non fosse altro perché ci pone nella condizione di condividere una particolarità, seppur non decisiva, con il Mar Rosso, la Costa Smeralda e le immediate adiacenze del Circeo, dall’altro consideriamo pressochè aberrante l’idea, difesa con disarmante naturalezza dal nostro primo cittadino nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale, di vendere il terreno di Villa Rosa per sanare delle partite debitorie prodotte da una classe politica di cui quella presente è degna continuatrice.
Rilassati, Censore. Anche se la nostra energia conosce alti e bassi come ogni manifestazione dell’umano, la voglia di rendere giustizia alle aspettative della collettività è quella dei giorni migliori.
Non pensare alle scuole basse: per il fatto stesso che hai frequentato le Elementari con una Maestra cui era delegata in toto la nostra crescita e che aveva in serbo belle citazioni come quella che hai ricordato, o le Medie con pochi, individuabili professori, sei già a buon punto; la scuola di oggi con la varietà di programmi formativi, le decine di docenti, le centinaia di sigle sindacali e la pretesa di inculcare i principi del multiculturalismo finisce, il più delle volte, per generare un diffuso analfabetismo di ritorno.

Del resto, contrariamente a quel che pensa il nostro Cesare o qualche altro detrattore che si aggira per le nostre vie, noi di Città Attiva non abbiamo la scienza infusa, né siamo depositari di teorie amministrative infallibili, anzi, sovente, ci manca la soluzione che può essere sotto gli occhi di un qualsiasi cittadino; per questo siamo animati dalla voglia di riscattarne le aspettative.
Il 28 Maggio 2007 abbiamo depositato un piccolo seme, siamo convinti che potrà germogliare molto presto ed a questo proposito consentimi di citare Francois Michelin (il suo omino di gomma è spesso parametro di riferimento per qualche nostro amico che si lascia andare ai piaceri della tavola): “Se uno ama ed ha la passione per il lavoro che sta facendo, tutte le difficoltà avranno un senso e diventeranno un’occasione di progresso. Le difficoltà che incontriamo sono il mezzo più grande che abbiamo per essere educati”.

Un abbraccio, Paolo Camaioni.


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Commenti  

 
#1 Marco 2008-06-17 11:56
Sono d'accordo sul darsi da fare per portare a conoscenza di tutti il vero volto di questi amministratori che, oltre a non saperne nulla di politica e bene comune, non conoscono nenache il codice della strada:
1- L'assessore al turismo che passa con il rosso ed è senza cinture;
2- Il sindaco che taglia le curve provocando una brusca frenata del malcapitato e anche lui senza cinture.
Tutti devono sapere chi hanno eletto... ciao.
Citazione
 

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